ABBINORMAL – Italia’s Gore Talent

Pubblicato il 28/11/2025 da
voto
5.0
  • Band: ABBINORMAL
  • Durata: 00:30:23
  • Disponibile dal: 05/12/2025
  • Etichetta:
  • Ad Noctem Records

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Si intitola “Italia’s Gore Talent” il nuovo lavoro dei milanesi Abbinormal, progetto nato addirittura nel 1996 e non particolarmente prolifico in termini di uscite, visto che in quasi un trentennio ha realizzato solo tre album e un paio di demo, tutti però concentrati negli ultimi sei anni – nulla di male, anzi, meglio tardi che mai. Stiamo dunque parlando di gente che gira nella scena meneghina da molti anni, ma che è riuscita a proporsi a livello discografico solo nell’ultimo periodo.
A puntare sugli Abbinormal è per la seconda volta consecutiva l’etichetta valdostana Ad Noctem Records, che lancia l’ultima fatica in versione CD e digitale dopo “Grind Hotel” del 2023. Per quanto riguarda le registrazioni, il quartetto lombardo sceglie il Toxic Basement Studio di Carate Brianza, che ci consegna tredici tracce contraddistinte da sonorità sicuramente energiche, ma forse un po’ troppo attuali per una band nata tre decadi fa.

Lo stile è una sorta di miscela tra death metal e grindcore di stampo moderno e con qualche sporadico accenno di crossover tra hardcore e thrash metal, quest’ultimo aspetto riconducibile a gruppi come i S.O.D. e i M.O.D. del carismatico Billy Milano, che nella seconda metà degli anni Novanta diedero vita a un microgenere impostato sul politicamente scorretto e su un approccio parodico ai testi.
Una scelta che piace? Sì, se viene fatta con originalità e seguendo una logica, ma il problema degli Abbinormal è che non si capisce veramente quanto il gruppo punti a scherzare e quanto invece si prenda (troppo) sul serio. Ciò significa che non siamo né a un livello di pura goliardia alla Rompeprop o Gutalax, né sulle taglienti provocazioni a testa bassa delle formazioni newyorchesi citate poc’anzi. Con gli Abbinormal si rimane un po’ nel mezzo tra il serio e lo scherzoso, il che può spiazzare il classico appassionato di death metal e grindcore.

A livello musicale emerge un minestrone di varie influenze, come già detto, che vanno da alcune parti di classico death metal statunitense alla Cannibal Corpse a un death/grind di matrice più contemporanea e melodica, palesemente influenzato da gruppi come Cattle Decapitation. Il lavoro di chitarra è improntato sulla semplicità e non si sfocia mai in tecnicismi, piuttosto si preferisce porre l’attenzione sulla melodia e sperimentare attraverso inserti di altri stili, a dire il vero non tutti proprio azzeccati. Piace, per esempio, l’accenno di blues nei pochi secondi grind/noise di “Rotting Blues”, mentre stonano e annoiano le tastiere di “Goat Save the Dirt”, “The Invisible Overpopulation” e “The Lonely Funeral”, come anche l’intro stoner/doom di “Acid/Disease”.

Ciò che convince appieno è invece la voce di Eric Vieni, capace di destreggiarsi alla grande tra growling e screaming, mentre non incide a sufficienza il suono di batteria, che appare veramente troppo patinato e artefatto. In linea di massima si può comunque dire che la base death/grind risulti coerente e ben legata tra tutti gli strumenti e la voce, complice anche la brevità dei pezzi, i quali viaggiano su una media di circa due minuti ciascuno.
Anonima invece la copertina, che non riesce a esaltare l’idea accattivante del talent show a tinte gore e splatter.

In conclusione, un disco da consigliare solo a chi cerca sonorità moderne e non disdegna massicce dosi di melodia nel death e nel grind. I cacciatori di brutalità old-school e i puristi, invece, è meglio se si tengono alla larga da “Italia’s Gore Talent”, perché non troveranno la violenza sonora dei maestri del genere.

TRACKLIST

  1. Inverted Karma
  2. Third Man Syndrome
  3. Violencia
  4. Boomer
  5. The Invisible Overpopulation
  6. Hippopotamus
  7. Acid/Disease
  8. Web Scum
  9. Less than Zero
  10. Goat Save the Dirt
  11. Stop!
  12. Rotting Blues
  13. The Lonely Funeral
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