ABEST – Asylum

Pubblicato il 07/07/2014 da
voto
7.0
  • Band: ABEST
  • Durata: 00:40:12
  • Disponibile dal: 16/05/2014
  • Etichetta:
  • This Charming Man Records

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La formula è cosa nota, e lì nulla di nuovo. Ma tra questo e il farne qualcosa di interessante ce ne passa e come. E questo è proprio ciò che hanno fatto i tedeschi Abest, giovanissima compagine neocrust che con questo “Asylum” giunge al debut album sulla lunga distanza. Non ci si sbaglia nel sentire lo sludge-crust imbruttito e tenebroso dei tedeschi: siamo proprio nei dintorni di band post-crust come Planks, Light Bearer, Fall of Efrafa da un lato, band melodic crust come Madame Germen, primi Morne, Link, Tragedy e Unkind dall’altro e con il solito calderone “post” alla Rosetta e Downfall of Gaia in mezzo. Parliamo insomma di un hardcore/sludge denso, titanico e pregno di melodie sinistre e decadenti, in cui si alternano una rabbia primordiale e incontenibile (adolescenziale?) e uno splendido gusto per melodie e atmosfere, in cui placidi i riflessivi momenti di ambiguo minimalismo si alternano a svettanti bordate di sludge metal belluino e accompagnato come sempre nel caso da urla strozzate e rancide di puro stampo hardcore. Nulla di nuovo sotto il sole, direte voi, ed in un certo senso questo è vero, ma i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro nel comporre stavolta pezzi per lo più brevi e concisi che veicolano intensità e personalità con estrema naturalezza e facilità e che di rado si perdono nelle solite menate minimaliste e ripetitive tanto care all’universo “post” per essere atmosferici e raffinati a tutti i costi. I Nostri hanno preferito invece un approccio alla melodia e al minimalismo che ha più il sapore di brevi pause e interludi necessari a catalizzare violenza e a raccogliere le forze per sprigionare il prossimo assalto hardcore che il desiderio di essere raffinati avventurandosi in territori post-rock. Atmosfere tese, inquietanti e plumbee sono insomma il filo conduttore comune che lega insieme ogni isolato momento del disco, sia quelli di maggior rabbia che quelli di più pacata riflessività, e che tengono insieme il tutto; e proprio come nel caso dei Tragedy, anche gli Abest (che sembrano essere grandi fan a tutti gli effetti della famosa band di Portland) sono abilissimi nel creare atmosfere agguerrite e belligeranti dal forte sentore apocalittico con relativa e apparente facilità. Un lavoro pregevole, insomma, per una band che si affaccia sulle scene per la prima volta ma che mostra di avere già ottime idee in testa e una montagna di cose – si spera – da dire in futuro.

TRACKLIST

  1. Nebel
  2. Oubliette
  3. Grau
  4. Asylum
  5. Vessel
  6. Shiver
  7. Monolog
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