ABGOTT – Fiza La

Pubblicato il 14/11/2003 da
voto
6.0
  • Band: ABGOTT
  • Durata: 00:30:03
  • Disponibile dal: 15/11/2003
  • Etichetta: Helvete Records
  • Distributore:

Debutto discografico doppio, sia per i cassinesi Abgott che per la loro casa discografica, l’Helvete Records, debutto purtroppo timido e titubante. Lo stile proposto è un black metal che ambisce alla sperimentazione di un ordine musicale nuovo con le regole riscritte, ma che mantiene sempre la fredda violenza del genere nato in Norvegia un decennio fa. In alcuni casi gli Abgott si rifanno troppo ai loro vicini Aborym romani, sia per il modo di introdurre alcuni elementi, sia soprattutto nella scelta di un cantato il più vicino possibile allo stile inconfondibile di Attila C. La musica, per la maggior parte dei minuti di questo “Fiza La” (dovrebbe essere questo il titolo dell’album…), è caotica, ingarbugliata, approssimativa, non trascendibile. La voglia di sperimentare è palese in questa band che si lascia ispirare dai primi Voivod, ma soprattutto da gruppi che già hanno tentato una simile impresa quali Malignant Eternal, Ved Buens Ende e gli ultimi Mayhem. Purtroppo l’album suona come un azzardo, perché la band non si dimostra all’altezza della situazione, sembrando che abbia voluto compiere un passo troppo grande. I riff di chitarra validi non sono tantissimi, e le parti più intricate che dovrebbero rendere cervellotico il sound sono poco ispirate e gettano nel caos irrimediabilmente le canzoni per lunghi tratti. Esempio che vale per tutti è la penultima canzone del cd, in cui la prima parte più diretta è avvincente e indovinata, ma poi la fase sperimentale getta decisamente un punto interrogativo sulla sua effettiva qualità. Anche la quarta traccia (la tracklist indicata sul cd non corrisponde alle tracce rilevate dal lettore) si dimostra un brano valido (forse il migliore) perché resta contenuto nell’ambizione di sconvolgere la struttura della canzone stessa in tutte le sue parti. Il sesto brano sembra finalmente indicare la giusta via da seguire per questa band che ha ancora tanto da impegnarsi per raggiungere livelli di una certa altezza. Gli assoli troppo spesso lasciano perplessi, e il cantato in italiano messo in risalto in certi punti delle canzoni non è più una novità. Sufficienza risicata.

TRACKLIST

  1. Orucsolledovres Azaraq's Fizala Tales
  2. Lanrutcon Nyarlathotep
  3. The Eye Yog-Sothoth
  4. From Thy Beyond Shub-Niggurath
  5. Aren Anul Al Ottos Ailgattab Hastur
  6. Nominato Essere Deve Non Colui Htohtaza
  7. Thy Evocation Cthulhu
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