ABHORRENT DECIMATION – Miasmic Mutation

Pubblicato il 20/10/2015 da
voto
7.5
  • Band: ABHORRENT DECIMATION
  • Durata: 00:37:54
  • Disponibile dal: 25/09/2015
  • Etichetta: Cold Birth Records
  • Distributore:

“Miasmic Mutation” dei londinesi Abhorrent Decimation può essere visto come un violentissimo pugno in faccia a tutti coloro che accusano la moderna scena death metal di sterilità e freddezza, sacrificando sull’altare della tecnica e della pulizia sonora quegli elementi, nella fattispecie concretezza e barbarie, indispensabili per una corretta fruizione del genere. Il quintetto – già autore di un solido EP un paio di anni fa – esordisce infatti sulla lunga distanza con un disco che, pur inserendosi innegabilmente nel filone ‘evoluto’ ad appannaggio di etichette come la Willowtip o la Unique Leader, colpisce per l’entusiasmo e la competenza con cui maneggia certe soluzioni senza mai scadere in virtuosismi fini a se stessi o in scelte di produzione artificiose, le quali offrono per l’appunto assist ai vari detrattori. Che i Nostri abbiano speso diverse ore sui loro strumenti è fuori discussione, ma ciò non si traduce in un assalto smorzato, così come i suoni scintillanti a cura di Ronnie Björnström (Aeon, Bodyfarm, Cut Up) non solo rifuggono da effetti plasticosi o innocui, ma esaltano a dismisura il flavour ‘meccanico’ di buona parte del materiale contenuto nell’opera, ricollegandosi direttamente all’artwork glaciale e futurista del sempre più richiesto Pär Olofsson (Aborted, Exodus, Immolation). La ricetta degli Abhorrent Decimation è poi tanto semplice quanto efficace: un mix di Decapitated del periodo “The Negation”/“Organic Hallucinosis”, Psycroptic e – perchè no – Meshuggah, con una spruzzata di Hour Of Penance per quanto concerne le parentesi più tirate e selvagge. Una formula che sicuramente suonerà familiare a moltissimi appassionati di techno-death, esemplificata da riff di chitarra taglienti e stoppati, ritmiche marziali, spesso sincopate, linee melodiche ben in evidenza e un growling potentissimo che non lascia spazio a dubbi sulla ferocia insita nel progetto, per un risultato finale che è veramente un piacere ascoltare fino alle soglie dell’assuefazione. I brani procedono fluidi e coerenti nella loro missione distruttiva, ognuno con qualche piccolo dettaglio a distinguerlo dagli altri; è il caso di “Eternal Repulsion”, dal vago afflato black metal, della lunga e strutturata “Souls Of Sedation”, ricca di cambi di tempo e stop’n’go al cardiopalma, o della conclusiva “Odious”, da cui emergono cori subliminali e orchestrazioni in odore di Fleshgod Apocalypse. Non lasciatevi quindi ingannare dal monicker truculento e ignorante: questi ragazzi sono molto più che meri picchiatori senza cervello. Se apprezzate anche solo uno dei gruppi citati non potete lasciarveli sfuggire.

TRACKLIST

  1. Glaciate The Servants
  2. The Icon Of Loss
  3. Eternal Repulsion
  4. Souls Of Sedation
  5. ...For The Desperately Lost
  6. Miasmic Mutation
  7. Echoes Of The Vortex
  8. Terminal Reality
  9. Odious
1 commento
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