ABIGAIL – The Final Damnation

Pubblicato il 27/09/2016 da
voto
7.5
  • Band: ABIGAIL
  • Durata: 00:36:38
  • Disponibile dal: 08/22/2016
  • Etichetta: Nuclear War Now
  • Distributore:

Gli Abigail, insieme a Sigh e Sabbat, sono sicuramente tra i prime mover della scena black nipponica (anche se, sicuramente, sono più vicini al sound della band di Gezolucifer che a quella di Mirai). Dal 1992 ad oggi Yasuyuki e la sua band hanno prodotto una quantità impressionante di split, sette pollici, EP, live e raccolte ma solamente sei full-length (contando questo “The Final Damnation”). Sulla lunga distanza, gli Abigail hanno sempre tenuto una media qualitativa molto alta (fin dal primo “Intercourse & Lust” che suscitò parecchio interesse all’epoca), spostando il loro sound sempre più verso un black/thrash in cui le influenze dello speed metal ottantiano sono sempre più marcate. Il disco si apre con la title-track dal riffing con delle fortissime connotazioni NWOBHM che si trasformano poi in un fast-pace in puro stile Venom, con lo scream ‘old school’ molto alto che completa il tutto. Anche la distorsione delle chitarre è nel solco della tradizione eighties e solo la batteria sembra concedere qualcosa agli anni Duemila. Le atmosfere tetre ed il midtempo che introducono, invece, “Whisky, Coke And Bitch” si trasformano in uno sfrenato black/punk dalle venature crust. Forse proprio questa ‘attitude’ stradaiola che ha sempre contraddistinto gli Abigail, ha portato i giapponesi a definire il loro genere “street metal” (qualcosa che, invece, negli anni ottanta era riferito a tutt’altro genere). Al di là delle definizioni che lasciano il tempo che trovano, il duo nipponico si muove, come abbiamo detto, tra thrash, black, punk e NWOBHM. A volte alcune influenze sono più marcate di altre (“Sex & Metal” con il chorus cantato pulito, corredato anche da alcuni acuti), a volte il mix tra generi è totale (“Blasphemy Night”) ed altre ancora un palese tributo (“Open The Gates Of Hell” è più che influenzata dai Venom). “The Final Damnation” è un disco diretto, grezzo ed ‘ignorante’ (termine che usiamo in accezione positiva), che trova la sua espressione in titoli come “Sweet Baby Metal Sluts” o la già citata “Sex & Metal”; in un certo senso, nonostante il genere estremo, l’approccio decisamente underground e la produzione “cantinara” da primissimo black metal, questo disco cerca di rappresentare l’essenza dell’heavy metal e, a tratti, ci riesce anche. Se per dovere di informazione, infatti, abbiamo cercato di darvi un’idea delle sonorità che incontrerete ascoltando l’ultima fatica degli Abigail, chi vi scrive (non nascondendo di apprezzare da sempre la schiettezza musicale della band) non riesce a considerarli una band appartenente a qualche genere, ma ‘solo’ una band Heavy Metal o, come ama definirsi da sempre il gruppo di Tokyo, ‘the most evil band in Japan’: frase che va presa, ovviamente, nel giusto contesto per capire l’approccio musicale di Yasuyuki.

TRACKLIST

  1. The Final Damnation
  2. Blasphemy Night
  3. Whisky Coke And Bitch
  4. Sex & Metal
  5. Open The Gates Of Hell
  6. No Pain! No Limit!
  7. Sweet Baby Metal Sluts
  8. Holocaust By Evil
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