7.0
- Band: ABKEHR
- Durata: 00:30:32
- Disponibile dal: 21/05/2021
- Etichetta:
- Vendetta Records
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Dopo il riuscito esordio “In Feuer”, gli Abkehr erano attesi alla seconda prova per confermare quanto di buono avevano realizzato con il primo disco. Ora sotto le ali della attentissima etichetta berlinese Vendetta Records, il duo black metal tedesco ritorna con “In Blut”, opera di quattro tracce che riesce nel compito di rimettere in risalto le preziose capacità del progetto, ponendosi nel segno di una continuità con il debut album, ma introducendo al contempo elementi più crudi e desolanti.
Fondamentalmente, gli Abkehr insistono su un black metal opprimente e minimale, risultando particolarmente abili nel comporre arpeggi e melodie che sembrano venire miracolosamente fuori da un universo uggioso. D’altronde, il mondo di questi musicisti tedeschi è da sempre popolato di pulsioni negative e questa vena mutuata dal filone depressive viene ampiamente sfruttata in composizioni che spesso danno il meglio nei midtempo o in quelle progressioni capaci di mantenere un certo equilibrio strutturale e armonico, dove gli scatti nervosi lasciano campo a rallentamenti ipnotici e slabbrati. Parecchio black metal odierno sembra perennemente alla ricerca di inedite traiettorie sperimentali, ma questa tendenza non riguarda gli Abkehr, la cui proposta di frequente appare radicata nei più bui anni Novanta, come se fosse rinchiusa all’interno di una prigione di solitudine.
Come accennato, il sound di “In Blut” risulta ancora più ruvido rispetto a quello proposto agli esordi, con un carico di variazioni tonali che ne sottolineano più che mai la valenza drammatica. Forse in Germania dovranno stare attenti a dirlo ad alta voce, ma le arie di un brano come “III” evocano non poco il mood introspettivo di Burzum, soprattutto quando la ritmica indugia su cadenze ansiogene. Il cuore di tutto il lavoro è in effetti dato dalle grandi sospensioni su cui si costruiscono le armonie, poggiate su costrutti in apparenza fragili, ma avvinti da una notevole forza emotiva. Il risultato finale è una mezz’ora suggestiva, dal sapore amaro, modulata nel solco del black metal più luttuoso e delle atmosfere dalle tonalità più grigie e spente.
