ABOMINABLE PUTRIDITY – The Anomalies Of Artificial Origin

Pubblicato il 14/02/2012 da
voto
7.0
  • Band: ABOMINABLE PUTRIDITY
  • Durata: 00:25:54
  • Disponibile dal: 28/02/2012
  • Etichetta: Brutal Bands
  • Distributore:

Dopo il fortunato debutto “In The End Of Human Existence”, finalmente arrivano delle nuove canzoni dal combo russo degli Abominable Putridity. Poco più di venticinque minuti di musica a raccontarci come questi death metaller si sono evoluti da quel primo album, passando per una pausa forzata in cui hanno avuto qualche problema in più del previsto per trovare un nuovo vocalist. Beh, i ragazzi non sono cambiati poi tanto: ritroviamo infatti integre sia l’ispirazione che l’energia, mentre lo stile è rimasto nelle vicinanze di quello espresso sul debut, pur affinandosi sotto vari aspetti. A livello tecnico, i Nostri hanno senz’altro fatto dei passi in avanti: le ritmiche, ad esempio, oggi appaiono maggiormente curate e i cambi di tempo più fluidi; allo stesso tempo, anche il riffing risulta un poco più agile, nonostante si assesti spesso e volentieri su quelle tipiche formule slam-ignoranti alla Devourment/Guttural Secrete. D’altronde, questo è chiaramente il sound più caro agli Abominable Putridity, che con “The Anomalies Of Artificial Origin” sembrano di nuovo volersi porre come una vera, seria e credibile alternativa allo strapotere statunitense. La produzione del lavoro – pulita e “triggeratissima” – potrebbe inoltre aiutarli ad accattivarsi le simpatie di certe fasce death-core, visto che, tutto sommato, quel tipo si suoni, così come certe dinamiche presenti in alcune di queste composizioni, non sono poi così lontani da quelli ora in voga in tal genere (si noti soprattutto un pezzo come “Letting Them Fall…”). A conti fatti, la band continua dunque a non colpire particolarmente per inventiva, tuttavia, a livello puramente di songwriting, non commette veri passi falsi, riuscendo anzi a palesare una coesione sempre più forte. Con “The Anomalies…” gli Abominable Putridity hanno semplicemente deciso di continuare a fare quello che riusciva loro meglio, senza esporsi più di tanto, ma curando meglio la forma rispetto al primo album. Il nuovo arrivato Matti Way (Disgorge, Pathology) non ha inoltre disatteso le aspettative dietro al microfono, quindi, in definitiva, si può vedere questa seconda opera come un nuovo buon motivo per seguire e attendere con curiosità i prossimi sviluppi del progetto.

TRACKLIST

  1. Remnants Of The Tortured
  2. A Massacre In The North
  3. Letting Them Fall...
  4. A Burial For The Abandoned
  5. Lack Of Oxygen
  6. Wormhole Inversion
  7. The Anomalies Of Artificial Origin
  8. The Last Communion
1 commento
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