ABORTED – Global Flatline

Pubblicato il 17/01/2012 da
voto
8.0
  • Band: ABORTED
  • Durata: 00:43:40
  • Disponibile dal: 23/01/2012
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Recensire il nuovo capitolo discografico degli Aborted è impresa facile. In verità, basterebbe addirittura copiare/incollare quanto scritto per l’ultimo “Coronary Reconstruction” e sostituire un paio di nomi e titoli per dare a tutti voi un’idea di cosa sia contenuto in “Global Flatline”. E non solo perchè dal suddetto EP i Nostri hanno recuperato tre pezzi, fra cui la title track, e perchè, nel frattempo, hanno dovuto far fronte agli ennesimi cambi di lineup (anche se ormai nessuno ci fa più caso); anche analizzando il resto del materiale e soffermandosi sul tipo di suoni utilizzati, resta salda l’impressione che questo nuovo album non sia altro che una versione più lunga di “Coronary Reconstruction”. Un’affermazione che ha tutte le intenzioni di essere un complimento, dato che quell’EP non aveva una virgola fuori posto. Nel 2010 Sven “Svencho” de Caluwé è tornato al death-grind moderno e affilato degli esordi – mettendo da parte le atmosfere più cupe e le sperimentazioni di lavori comunque apprezzabili come “Slaughter & Apparatus” e “Strychnine.213” – e con “Global Flatline” ha voluto essenzialmente ribadire il concetto. Spalleggiato nel songwriting dal chitarrista israeliano Eran Segal (un tempo all’opera negli ottimi Whorecore), il Nostro ha praticamente confezionato un disco che sarebbe potuto uscire dopo “The Archaic Abattoir”, sia a livello di stile, che di presa e ispirazione. Non si tratta di un semplice riciclo, però… gli Aborted sembrano effettivamente avere una marcia in più in questo periodo: proseguono nel discorso già precedentemente avviato (ovvero Carcass + groove), ma, grazie all’arrivo di forze fresche, hanno rinsaldato il loro estro creativo e fatto in modo di comporre un lotto di brani che pare avere tutte le carte in regola per rientrare nelle canoniche classifiche di fine anno. Insomma, stiamo a grandi linee ripetendo quanto dichiarato un paio di anni fa, ma, d’altronde è difficile fare diversamente. Proprio come “Coronary Reconstruction”, ciò che colpisce del death-grind di “Global Flatline” è la sua ispirazione, il suo mantenere uno standard elevato per tutta la durata, l’assenza di passaggi a vuoto, la capacità di rivelare qualche particolare prima sfuggito ad ogni nuova fruizione, in quanto le canzoni sono tutto fuorchè un’accozzaglia di riff sparati a caso. In sintesi, un disco pieno e un ascolto intenso.

TRACKLIST

  1. Omega Mortis
  2. Global Flatline
  3. The Origin Of Disease
  4. Coronary Reconstruction
  5. Fecal Forgery
  6. Of Scabs And Boils
  7. Vermicular, Obscene, Obese
  8. Expurgation Euphoria
  9. From A Tepid Whiff
  10. The Kallinger Theory
  11. Our Father, Who Art Of Feces
  12. Grime
  13. Endstille
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