ABORTED – La Grande Mascarade

Pubblicato il 17/04/2020 da
voto
7.0
  • Band: ABORTED
  • Durata: 00:11:49
  • Disponibile dal: 17/04/2020
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Sony

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Album-tour-EP. E poi di nuovo album-tour-EP. Il ruolino di marcia degli Aborted non riserba più molte sorprese, eppure – a dispetto di quello che sulla carta potrebbe apparire una routine priva di guizzi – nei fatti continua a produrre opere di assoluto valore, lungi dall’essere un mero tentativo di restare sul mercato con il minimo sforzo. Nel caso di “La Grande Mascarade”, poi, il tutto assume i tratti di un party in grande stile, dal momento che con questi tre brani – registrati come ormai di consueto presso i tedeschi Kohlekeller Studio (Benighted, Powerwolf) – la band di Sven de Caluwé festeggia ufficialmente i suoi venticinque anni di carriera, confermandosi uno dei nomi di punta dello scenario death metal mondiale.
Una celebrazione che ha l’accortezza di non guardarsi indietro, rispolverando magari dal cassetto la Carcass-mania degli esordi, e di proseguire imperterrita sulla via tracciata dalle ultime release, in un collage di sonorità death/grind tenuto insieme da un’atmosfera macabra-orrorifica preponderante. Insomma, se siete fra coloro che hanno consumato i vari “Retrogore” e “TerrorVision”, in questa decina di minuti di musica troverete una più che valida appendice dei suddetti full-length: assalti all’arma bianca, pillole di groove, strizzate d’occhio alla sfera black metal e una vena melodica fattasi ormai scioltissima sono i perni attorno a cui ruota la breve tracklist, insieme ovviamente alla consolidata alternanza di screaming e growling vocals del frontman.
Una formula figlia del desiderio di svecchiarsi e non ripetersi, per certi versi simile a quella degli amici/colleghi Cattle Decapitation, che continua, tra ingegno e forza bruta, classe e potenza, a regalare enormi soddisfazioni, come dimostrato dalle trame vorticose del ‘singolo’ “Gloom and the Art of Tribulation” o dall’incedere mefistofelico della conclusiva “Funereal Malediction”. Che altro dire se non ‘la solita certezza’?

TRACKLIST

  1. Gloom and the Art of Tribulation
  2. Serpent of Depravity
  3. Funereal Malediction
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