ABORTED – Termination Redux

Pubblicato il 11/01/2016 da
voto
7.0
  • Band: ABORTED
  • Durata: 00:15:17
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Universal

Non è la prima volta che gli Aborted annunciano l’arrivo di un nuovo album tramite la pubblicazione di un EP-antipasto: era successo una decina di anni fa, quando “The Haematobic EP” precedette “The Archaic Abattoir”, ma anche più di recente, quando nell’ottimo “Coronary Reconstruction” trovammo alcune perle che poi vennero ri-registrate per “Global Flatline”. “Termination Redux” è invece stato inciso soprattutto per celebrare il ventesimo anniversario della fondazione del gruppo (avvenuto lo scorso anno), tuttavia, a conti fatti, può essere visto come un prodotto simile ai succitati, visto che i ragazzi hanno appena terminato la stesura di un nuovo full length, il quale dovrebbe vedere la luce nel corso della primavera 2016. Sottigliezze a parte, fa piacere ritrovarsi tra le mani del nuovo materiale targato Aborted, soprattutto ora che la death metal band “internazionale” sembra avere trovato una discreta stabilità a livello di line up. Gli ultimi due full length sono stati molto fortunati e, almeno giudicando dalle nuove tracce incluse in questo EP, pare proprio che i Nostri non abbiano alcuna intenzione di rallentare o di guardare altrove. Lo stile è infatti rimasto grosso modo simile a quello messo in mostra negli ultimi anni: il riffing molto tecnico di un album come “The Necrotic Manifesto” risplende pure nella title track del nuovo lavoro, mentre “Bound in Acrimony” sembra guardare maggiormente a “Global Flatline”, con un groove più spiccato e qualche accelerazione ignorante di derivazione grind. “Vestal Disfigurement upon the Sacred Chantry” è invece una sorta di via di mezzo tra le due: articolata, ricca di finezze, ma anche carica di ferocia e impatto. Va inoltre segnalata la prova del frontman Sven de Caluwé, che in questa sede sembra intenzionato ad ampliare la sua gamma espressiva: oltre alle solite urla, growl e pig squeal, in alcuni brevi tratti si sente puro uno screaming più acido e mefistofelico che sinora non era mai stato sperimentato. Chiude la breve tracklist una versione aggiornata del classico “The Holocaust Incarnate”, pezzo risalente al vecchio “Engineering The Dead” che viene ancora oggi suonato spesso durante i concerti. Detto del solito artwork tamarro e di una resa sonora come sempre di buon livello – il gruppo questa volta ha registrato presso i tedeschi Kohlekeller Studio, che in passato hanno ospitato Benighted e Powerwolf – ciò che resta al termine dell’ascolto è un’impressione indubbiamente positiva. Se il nuovo album presenterà brani di questo stesso valore, o su più ampia scala, per gli Aborted la strada sarà tutta in discesa.

TRACKLIST

  1. Liberate Me Ex-Inferis
  2. Termination Redux
  3. Vestal Disfigurement Upon the Sacred Chantry
  4. Bound in Acrimony
  5. The Holocaust Re-Incarnate
4 commenti
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