ABORYM – Shifting.Negative

Pubblicato il 24/01/2017 da
voto
7.5
  • Band: ABORYM
  • Durata: 00:47:10
  • Disponibile dal: 15/01/2017
  • Etichetta: Agonia Records
  • Distributore:

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Il deus ex machina Fabban torna con questo “Shifting.Negative” accompagnato da una line-up completamente rinnovata, quasi a testimoniare il nuovo corso dei suoi Aborym. Se certe fascinazioni industrial sono ormai parte integrante del peculiare sound della band da parecchi anni, il nuovo lavoro estremizza tale direzione, lasciandosi praticamente alle spalle ogni residuo di black metal. L’iniziale “Unpleasantness” mostra da subito questo volto, aumentando la componente puramente elettronica dei campionamenti, e soprattutto mettendo in chiaro la più grande differenza con il passato: le voci aspre, stridenti, spesso agghiaccianti che caratterizzavano i loro album, che si trattasse di Attila Csihar o dello stesso Fabban, lasciano quasi completamente il posto a un cantato pulito, per quanto cupo; assimilabile per molti versi alle linee vocali di Trent Reznor nel periodo d’oro dei suoi Nine Inch Nails. Repertorio cui appartiene decisamente anche la violenta, inquietante ma suadente “10050 Cielo Drive”, e del resto l’omaggio è più che dichiarato: oltre che essere l’indirizzo della villa ove furono massacrati Sharon Tate e i suoi amici, fu per diversi anni anche la residenza e lo studio di registrazione proprio di Reznor; ed è un pezzo quasi perfetto nel suo equilibrio tra i diversi registri vocali e la ricchezza dei samples e delle chitarre, a tratti appena accennate ma da cardiopalma sul finale, e del resto mai uguali a se stesse in tutto l’album. “Precarious” mette in luce il lato più emotivo dell’album, oltre ad essere uno dei pezzi più belli, giocato su una tastiera ossessiva, un cantato profondo e a tratti sussurrato di grandissima presa e suoni e rumori affascinanti, che sfioriscono sul finale affidato a una chitarra acidissima. Pezzi come “Decadence In A Nutshell” o “Tragedies For Sale” riportano il sound su dinamiche più canoniche, almeno per il genere, grazie alle ritmiche serrate e linee vocali molto più aggressive, spesso in contrappunto al lavoro delle numerose e stratificate chitarre. E non mancano poi pezzi, semplicemente, bizzarri e complessi, come “You Can’t Handle The Truth”, un incrocio tra gli ultimi Ministry e certo aggrotech; una pulsione che si palesa anche in “Going New Places”, che colpirà favorevolmente i palati amanti dei risvolti più tamarri dell’industrial, e chi vi scrive è fra questi. Lunghissima la lista degli ospiti, da Ricktor Ravensbrück degli Electric Hellfire Club passando per Sin Quirin dei Ministry, fino al chitarrista Pier Marzano, che ci fa piacere citare per l’attenzione riservata a un vero talento di casa nostra, oltre che dei suoi Koza Noztra – e scusate il gioco di parole. Un grande ritorno, decisamente, che se lascia definitivamente alle spalle le radici black, staglia nel cielo fronde musicali decisamente rigogliose.

TRACKLIST

  1. Unpleasantness
  2. Precarious
  3. Decadence In A Nutshell
  4. 10050 Cielo Drive
  5. Slipping Through The Cracks
  6. You Can't Handle The Truth
  7. For A Better Past
  8. Tragedies For Sale
  9. Going Places
  10. Big H
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