ABSTRACTER – Abominion

Pubblicato il 12/10/2021 da
voto
8.0
  • Band: ABSTRACTER
  • Durata: 00:40:46
  • Disponibile dal: 01/10/2021
  • Etichetta:
  • Sentient Ruin

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Tre anni. Tanto occorre di solito agli Abstracter per mettere a punto un nuovo arsenale di distruzione di massa e ripresentarsi sul mercato in una veste più estrema e orripilante di quella offerta dal disco precedente. Una tendenza che nell’arco di un decennio ha visto la formazione di Oakland allontanarsi sempre più dalla formula post-metal dell’esordio “Tomb of Feathers” per immergersi in una pozza di liquami nera come la pece, in cui un evidente retaggio crust punk funge da base di partenza per una serie di dissertazioni in chiave black/death, doom, noise e sludge a dir poco venefiche e nichiliste. Uno spettro sonoro che calato nel contesto dell’underground americano non può certo dirsi fortemente personale e caratterizzante, ma che i Nostri sono ormai arrivati a gestire con la sicurezza e la disinvoltura di chi non teme di ritrovarsi faccia a faccia con un’istituzione come i Primitive Man, dando oggi alla luce (si fa per dire) quello che con ogni probabilità è il loro apice espressivo e stilistico.
Esemplificativo fin dal titolo, “Abominion” si nutre delle suddette influenze e le rigurgita in una colata di odio compatta che rifugge con insistenza le prolissità e le ripetizioni assai diffuse nel circuito in questione, esaltando al contrario le dinamiche intrecciate dalle chitarre e dalla sezione ritmica in un flusso che, complice forse l’arrivo di Justin Ennis alla batteria (Ulthar, ex Mutilation Rites, ex Tombs), risulta essere molto più mordace e violento rispetto a quello del penultimo “Cinereous Incarnate”. Un suono fatto tanto di stridori e feedback, spalmati su parentesi comatose all’interno delle quali i bpm calano drasticamente, quanto di assalti all’arma bianca in grado persino di evocare le barricate e il filo spinato di certo war metal, il tutto sospeso in un afflato atmosferico prominente e legato da transizioni curate nei minimi dettagli. Si respira un’ostilità tangibile in questi quaranta minuti di musica, un senso di disprezzo verso ciò che è musicalmente accomodante da mozzare il fiato per il suo fervore, frutto di una visione esistenziale prima ancora che artistica.
Da “Eclipse Born” a “Lighteater”, “Abominion” inghiotte quindi ogni forma di luce e speranza e spalanca le porte di un inverno nucleare dove le figure emaciate di Triptykon, Leviathan e Dragged Into Sunlight si aggirano come fantasmi tra le macerie, in un dialogo alimentato da spunti via via sempre più spietati e viscerali che sanciscono la definitiva maturità del progetto. Se metal estremo per voi è innanzitutto sinonimo di contaminazioni terrificanti e misantropia a senso unico, questo quarto full-length non potrà non figurare tra le vostre uscite dell’anno.

TRACKLIST

  1. Eclipse Born
  2. Warhead Twilight
  3. Tenebrae
  4. Abyss Above
  5. Lighteater
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