ABSTRACTER – Tomb Of Feathers

Pubblicato il 28/08/2012 da
voto
7.5
  • Band: ABSTRACTER
  • Durata: 00:39:52
  • Disponibile dal: 18/09/2012
  • Etichetta: The Path Less Traveled
  • Distributore:

Molto, ma molto interessante il debut album dei californiani Abstracter, che dona una certa vitalità all’interno di una scena – quella a cavallo tra lo sludge ed il post core in estrema sintesi – che pare essersi un po’ accartocciata su sé stessa. In realtà, il quartetto di Oakland non inventa nulla di nuovo, ma riesce a rinfrescare la propria proposta grazie ad una sapiente miscela di ingredienti opportunamente amalgamati tra di loro in maniera decisamente intrigante. “Tomb Of Feathers” rappresenta l’esordio assoluto del quartetto e – pur constando di tre soli brani – arriva a sfiorare i quaranta minuti di durata. Le composizioni abbisognano di prendersi il tempo e lo spazio necessari per riuscire ad esprimersi compiutamente, come risulta chiaro sin dall’iniziale “Walls That Breathe”. La partenza è perfettamente appesa tra Tool ed Isis, guidata dal basso preciso e pulsante di José e dai vocalizzi eterei di Mattia, che ben presto però si trasformano in un semi growling arido e strozzato, mentre la struttura stessa della traccia evolve verso lidi maggiormente estremi, fino a fermarsi a metà strada tra il post core atmosferico, lo sludge ed una certa freddezza rimandante al black metal. Il riffing è molto ben studiato ed evita ridondanze eccessive e passaggi troppo fumosi, riuscendo però a condizionare la traccia con i cambi di atmosfera che detta. La successiva “To Vomit Crows” ha una partenza decisamente più concreta e possente, di chiara matrice Godlfesh/Prong; le atmosfere si fanno più plumbee e metropolitane, le chitarre sono più concrete e focalizzate su di uno sludge metal morboso e malato. In questo caso ci pare che forse la band si sia fatta un po’ prendere la mano ed abbia tirato per le lunghe un brano che avrebbe potuto dire le stesse cose nella metà del tempo, ma un ottimo finale dal flavour vagamente stoner, un solo di discreta fattura ed un ottimo lavoro di batteria ad opera di Ben ci fanno soprassedere sulla struttura un po’ troppo semplice della traccia. La conclusiva “Ash” introduce – o per meglio dire amplifica – gli elementi prettamente doomy facenti parte del background degli Abstracter e li introietta su di una struttura vicina allo sludge più melmoso, unendo il tutto a delle istanze melodiche mutuate direttamente dai vicini di casa Neurosis. Mattia gioca con la voce, riuscendo anche a mostrare delle discrete potenzialità sulle clean vocals, mentre la band si muove a proprio agio sul downtempo, salvo però violentare il tutto con delle accelerazioni molto interessanti che rimangono però incompiute e che fermano le ritmiche su dei mid tempo dal sapore quasi epicheggiante. Soprattutto “Walls That Breathe” e “Ash” ci mostrano appieno le potenzialità di una band che non ha paura di osare e di miscelare stili differenti ed a volte anche lontani gli uni dagli altri. Considerando che “Tomb Of Feathers” é comunque un’opera prima, c’è di che rimanere soddisfatti: guardando il tutto in controluce si riescono ad intravedere margini di miglioramento notevolissimi. Sapremo aspettare.

TRACKLIST

  1. Walls That Breathe
  2. To Vomit Crows
  3. Ash
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