ABYSMAL DAWN – Phylogenesis

Pubblicato il 16/04/2020 da
voto
7.0
  • Band: ABYSMAL DAWN
  • Durata: 00:38:43
  • Disponibile dal: 17/04/2020
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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Nei quasi sei anni trascorsi dalla pubblicazione di “Obsolescence” ci eravamo quasi dimenticati degli Abysmal Dawn, death metaller statunitensi non più di primo pelo, ma al tempo stesso lungi dall’essere diventati nel corso del tempo un nome sulla bocca di tutti. Una carriera insomma mai sopra le righe, quella del gruppo californiano, il quale ultimamente è stato menzionato soprattutto perché l’ex batterista Scott Fuller è entrato a fare parte dei Morbid Angel per la realizzazione di “Kingdoms Disdained” e i relativi tour. Con “Phylogenesis”, la band del chitarrista/cantante Charles Elliott ritorna con il suo quinto album, quello che è forse il proprio lavoro più diretto e orecchiabile, almeno dai tempi del debut “From Ashes”. Non siamo tuttavia alle prese con una sorta di ritorno alle origini: la band non è certo nota per essere una incredibile sperimentatrice, ma, al tempo stesso, non si può dire che abbia mai ostentato troppo un attaccamento alle vere radici del genere, al di là di qualche comprensibile omaggio. “Phylogenesis”, piuttosto, vede gli statunitensi spostare il tiro su una forma di death metal tecnica ma non troppo, impregnata di atmosfere moderne e di una cospicua dose di groove. La produzione chiara e qualche virtuosismo elargito senza esagerare rappresentano gli elementi di continuità con il tipico repertorio Abysmal Dawn, mentre un riffing più concreto, seppur adeguatamente ‘avvitato’, e dei cori semi-puliti – e quasi vulcanici nel loro spezzare le trame telluriche per aprire alla melodia – scomodano paragoni rispettivamente con i Decapitated di metà carriera e con gli ultimi Cattle Decapitation. In generale, il quartetto cerca di trovare un compromesso tra forza bruta e tecnicismi in praticamente ogni traccia del lavoro, spingendo per un’impronta heavy e corale che non sempre aveva trovato spazio nelle opere immediatamente precedenti, in quanto offuscata da una corsa alla finezza in vero appassionante solo a tratti. Non sempre questa unione dà vita a canzoni clamorose, ma questa volta la resa complessiva è senz’altro più incisiva e la tracklist mette in mostra più di un momento saliente, compresa la gradita cover di “Flattening of Emotions” dei Death. Avanti così.

TRACKLIST

  1. Mundane Existence
  2. The Path of The Totalitarian
  3. Hedonistic
  4. A Speck in The Fabric of Eternity
  5. Coerced Evolution
  6. True to The Blind
  7. Soul-Sick Nation
  8. The Lament Configuration
  9. Flattening of Emotions (Death cover)
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