ABYSSAL – Antikatastaseis

Pubblicato il 10/11/2015 da
voto
8.5
  • Band: ABYSSAL
  • Durata: 00:58:20
  • Disponibile dal: 23/06/2015
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

Qualcosa si agita insensatamente nelle profondità dell’abisso. Un’entità mostruosa, gigantesca, a stento illuminata dai bagliori di quegli esseri fantasmagorici che popolano i fondali degli oceani. Un incubo di carne e tenebra, di ossa e visioni apocalittiche, spettro di un creato putrescente ormai prossimo alla fine. Qualcosa che non può essere descritto a parole, coincidente con la mezzanotte del nostro tempo. E’ “Antikatastaseis”, terza prova sulla lunga distanza degli inglesi Abyssal e – senza dubbio alcuno – quanto di più criptico, evoluto e passionale la scena death metal abbia partorito negli ultimi anni, al pari di gioielli come “The Destroyers Of All” degli Ulcerate e “Nothing But The Whole” degli Emptiness. Che i Nostri (o il Nostro, visto che poco o nulla si sa di questo progetto) possedessero una classe nettamente superiore alla media lo si era già intuito ascoltando il debut album “Denouement” (2012) e il successivo “Novit enim Dominus qui sunt eius” (2013), entrambi fautori di un avant-death abominevole e nero come la pece, ma nulla poteva lasciare presagire un simile concentrato di talento e visionarietà. Partendo da una resa sonora molto più curata che in passato, il disco si dipana attraverso una serie di brani costantemente in bilico fra aggressione e atmosfera, fra parti serratissime e gravose – da cui emerge forte l’influenza di Portal, Immolation e Gorguts – e digressioni dal sapore celestiale, protese verso le stelle quasi volessero acciuffare un fioco barlume di luce e speranza. Un dualismo che, stando allo stato attuale delle cose, non trova altri riscontri nel mare magnum di formazioni dedite a questo tipo di sonorità. Laddove Ævangelist, Antediluvian e Mitochondrion (volendo citare tre nomi piuttosto noti nell’ambiente) insistono su strutture cacofoniche e contorte all’inverosimile, gli Abyssal odierni fanno proprio il concetto di forma canzone, erigendo un muro del suono tanto aspro e monolitico quanto evocativo e solenne, in cui la melodia è sempre presente e dove la tensione sperimentale è messa puntualmente al servizio delle singole tracce. Prendono così forma, plasmati da un songwriting eclettico e cangiante, episodi come “The Cornucopian” o “Telomeric Erosion”, che a partenze votate al totale annientamento del corpo e della psiche alternano improvvise virate in acque placide e crepuscolari, sotto la cui superficie è possibile scorgere le sagome di Deafheaven, An Autumn For Crippled Children e di tutti quei gruppi a cavallo tra la malinconia dello shoegaze e la rabbia bruciante del black metal. Un’iniezione di euforia che va a sommarsi alle contaminazioni già saggiate nelle opere precedenti, e che qui vengono messe definitivamente a punto in un susseguirsi di maestose cavalcate post-rock, viziose parentesi post-punk e salti nel doom più funereo e psichedelico. Un ascolto ostico, quindi, sulle prime estenuante, ma che saprà ripagare la pazienza di chi lo affronterà con quello che non esitiamo a definire lo zenit creativo del metal estremo oggigiorno in circolazione. Difficile non rimanerne intimoriti e, al tempo stesso, impressionati.

TRACKLIST

  1. I Am The Alpha And The Omega
  2. The Cornucopian
  3. Veil Of Transcendence
  4. Telomeric Erosion
  5. A Causal Landscape
  6. Chrysalis
  7. Delere Auctorem Rerum Ut Universum Infinitum Noscas
2 commenti
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