ACÂRASH – In Chaos Becrowned

Pubblicato il 07/08/2018 da
voto
6.5
  • Band: ACÂRASH
  • Durata: 00:40:38
  • Disponibile dal: 08/06/18
  • Etichetta: Dark Essence Records
  • Distributore: Audioglobe

Gli Acârash sono una band di recente formazione e fresca di debutto. Le brevi note che precedono l’ascolto del loro lavoro sono decisamente interessanti: occult rock, doom e black metal fusi assieme, nell’intento di creare musica che vada al di là dei confini del rock e del metal (anche se nel 2018 non si tratta di qualcosa di particolarmente rivoluzionario). L’aspettativa è molta, e possiamo dire subito che viene in massima parte – ahimè – disattesa.
Spieghiamo meglio: non si tratta di un brutto disco, e neanche mal fatto, solo che non corrisponde nei fatti all’ambiziosa e intrigante autodefinizione. “Cadaver Dei” è un buon biglietto da visita, riff portante trascinante e ritmi cadenzati. Dopo pochi secondi sarà però impossibile non pensare ai Satyricon degli ultimi anni, quelli che hanno abbandonato il true norwegian black (dopo aver contribuito ad inventarlo) in favore di sonorità più moderne, lineari e catchy.
Il paragone con i più noti concittadini è inevitabile e resta appiccicato ai Nostri per tutta la durata del disco, complice la prova vocale di Mathiesen, facilmente accostabile allo stile di Satyr degli ultimi anni. Non siamo di fronte ad un gruppo clone: i norvegesi incorporano effettivamente influenze doomeggianti e si lasciano andare ad alcuni (pochi) momenti più prettamente black, in perfetto stile fine anni ‘90, ma senza il mordente che caratterizzava questo filone e che si può ritrovare in band che l’hanno ripreso in tempi recenti (come i Kvalvaag, tanto per dirne una).
Il tono delle chitarre è abbastanza acido e la struttura dei brani riesce a prevenire l’effetto ‘monolite unico’, ma non l’impressione che le canzoni alla lunga si assomiglino tutte tra loro. “Gathering Of Crows” è un altro buon brano, mellifluo al punto giusto, ma proseguendo nell’ascolto è difficile trovare altri momenti sufficientemente significativi; forse “Ashes Of The Mortal Mind”, che mostra linee vocali più aggressive e toni particolarmente cupi.
Altro tasto dolente il discorso ‘occult rock’, che si traduce a ben poca cosa, giusto qualche arpeggio semi-acustico dal sapore oscuro, pochi secondi di effetti e tematiche affrontate in maniera assolutamente standard per quello che è un gruppo di metal ‘estremo’ (con tutti i distinguo del caso).
L’impressione è che diverse cose siano da rivedere (troppi mid-tempo e troppo evidente la sudditanza verso la band di Satyr e Frost, tanto per iniziare), e che a monte si sia voluto provare a giocare d’astuzia, calando la carta dell’occulto e dell’esoterismo come elemento per attirare curiosi.
Nonostante questo, qualche momento piacevole c’è, quindi, pur non essendo un disco imperdibile, dategli un ascolto se vi dovesse capitare. Qualora cerchiate una band che sia il folle trait d’union tra Coven, The Doors e Beherit fate un salto nell’underground e incontrate i Black Magick SS.

TRACKLIST

  1. Cadaver Dei
  2. Shadows Roam
  3. Gathering Of Crows
  4. In Chaos Becrowned
  5. Ashes Of The Mortal Mind
  6. Legio Obscura
  7. Sacrifice The Winter Wolf
  8. Cenotaph In Flesh
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