ACCEPT – Metal Heart

Pubblicato il 11/02/2026 da
voto
9.0
  • Band: ACCEPT
  • Durata: 00:39:53
  • Disponibile dal: 04/03/1985
  • Etichetta:
  • RCA

Spotify:

Apple Music:

Per quanto riguarda le metal band provenienti dal Vecchio Continente, lo sappiamo bene, il quinquennio tra l’82 e l’87 ha rappresentato un periodo fondamentale. In quegli anni, sul fronte inglese, si sparavano colpi epocali come “Powerslave”, “Defenders Of The Faith” e “Bark At The Moon”, firmati rispettivamente da Iron Maiden, Judas Priest e Ozzy Osbourne; sulle coste americane, invece, i Def Leppard (inglesi pure loro) stavano preparando l’invasione con il cromatissimo “Hysteria”, mentre sulla West Coast Metallica e Megadeth gettavano i semi per la germinazione di quella che sarebbe diventata la forma dominante del thrash metal negli anni successivi. In tutto questo, però, il metal tedesco non stava certo a guardare. Escludendo gli Scorpions — che metal, in quegli anni, non erano — e il power degli Helloween, destinato a imporsi solo qualche tempo dopo, la nazione di Berlino e della famosa Oktoberfest vedeva infatti la propria bandiera stretta con fierezza dal manipolo di borchie e attitudine minacciosa che rispondeva al nome di Accept.
In quegli anni la metal band tedesca si trovava sulla cresta dell’onda: “Restless And Wild” dell’82 aveva presentato una formazione affamata e aggressiva oltre ogni previsione; con il successivo — e famosissimo — “Balls To The Wall”, Udo, Wolf e soci erano riusciti a concentrare ancora di più i riflettori su di sé, forti di un’immagine provocatoria e di testi anticonformisti che avevano reso impossibile ignorare l’ascesa del panzer tedesco. Ed è proprio in questo momento di energia e riscossa che viene pubblicato l’album che vi proponiamo per questa puntata dei Bellissimi: “Metal Heart”.

Forti dell’hype e del ritorno ottenuti dopo “Balls To The Wall”, gli Accept sapevano di aver sfondato anche oltreoceano, tanto che nel 1984 il bassista Baltes, il chitarrista Hoffmann e la manager Hauke si trasferirono negli Stati Uniti. A quel punto non restava che battere il ferro finché era caldo, pubblicando un disco che proseguisse il discorso musicale e lirico del precedente lavoro, ma con un appeal maggiore e una struttura più adatta alle grandi arene che la band stava già conquistando. A distanza di quarant’anni possiamo dire che la risposta a queste esigenze fu più che centrata, perché “Metal Heart” risponde perfettamente a ciascuno di questi obiettivi. Metallizzato quanto basta, ma arricchito da nuove cromature capaci di ampliare un sound fino ad allora incisivo ma essenziale, l’album mostra fin dalla iconica title-track una maggiore accessibilità, alternando mid-tempo marziali e inni epici alle fast-song che tutti i fan si aspettavano. Così, pur mantenendo con la tradizionalissima “Wrong Is Right” la capacità di saltare alla gola dell’ascoltatore, il combo di Wuppertal si dedica per circa cinquanta minuti a inanellare una sequenza di passaggi hard frizzanti (“Screaming For A Love-Bite”, “Dogs On Lead”), potenti mid-tempo assolutamente metal (la splendida “Bound To Fail”) e veri e propri inni da stadio, come la clamorosa “Midnight Mover”, chiaramente pensata per le grandi arene, i volumi altissimi e il pubblico oceanico.
Il risultato è clamoroso: l’album non mostra praticamente punti deboli e ci presenta un Udo più eclettico rispetto al passato, affiancato da un Hoffmann autentico mattatore, autore qui di due dei suoi assoli più memorabili, quello della title-track e quello della conclusiva “Bound To Fail”. A completare il quadro troviamo un concept visionario, incentrato su un futuro ipotetico in cui l’essere umano, privato delle emozioni, è costretto a vivere con cuori computerizzati esterni al corpo — metafora della sostituzione dell’umanità con la freddezza della macchina. La quadratura del cerchio: un album pensato per le grandi folle senza per questo risultare ‘commercializzato’ o privato della propria anima.

Il periodo d’oro degli Accept con Udo non durerà ancora a lungo e, dopo il comunque valido “Russian Roulette”, il giocattolo finirà per rompersi, aprendo molti anni dopo alla nuova incarnazione con Tornillo. Ma il cuore di metallo regalato dagli Accept ai fan dell’heavy metal ottantiano… beh, quello non smetterà mai di battere.

TRACKLIST

  1. Metal Heart
  2. Midnight Mover
  3. Up to the Limit
  4. Wrong Is Right
  5. Screaming for a Love-Bite
  6. Too High to Get It Right
  7. Dogs on Leads
  8. Teach Us to Survive
  9. Living for Tonight
  10. Bound to Fail
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.