ACHATHRAS – A Darkness Of The Ancient Past

Pubblicato il 30/09/2025 da
voto
8.0
  • Band: ACHATHRAS
  • Durata: 00:43:07
  • Disponibile dal: 30/09/2025
  • Etichetta:
  • Cult Never Dies

Quando parliamo di Cult Never Dies non parliamo proprio di una label: si tratta invece di una casa editrice inglese diretta dal giornalista Dayal Patterson. Chi è amante del metal estremo dovrebbe sicuramente conoscerla, visto che dobbiamo a Cult Never Dies la pubblicazione di diversi libri molto importanti come “Black Metal: Evolution Of The Cult”, le biografie di Moonspell e Rotting Christ e anche diverse raccolte in volume di fanzine delle scorse decadi.

Ogni tanto il buon Dayal si occupa di pubblicare anche dischi veri e propri, come in questo caso gli Achathras, progetto di musicisti volutamente anonimi ma già coinvolti in diverse realtà underground, come da biografia. “A Darkness Of The Ancient Past” è in qualche modo idealmente perfetto per accasarsi presso Cult Never Dies, trattandosi di black metal atmosferico e sinfonico in pieno stile della seconda metà degli anni Novanta.
Incorniciato da intro e outro evocative vicine all’ambient e prive di qualsivoglia barocchismo – come invece poteva essere per gruppi come Tartaros o più semplicemente Dimmu Borgir – “The Weaving Of The Worlds” e “The Uttermost Cold” aprono e chiudono un percorso che è oggettivamente fedele ad un suono che al tempo ha fatto innamorare molti. La prima parte di “A Darkness Of The Ancient Past” è davvero di altissimo livello, costruita su un suono black metal melodico di fattura scandinava, sempre il bilico tra Dawn e Odium, tra Mork Gryning e Gehenna, tra Emperor ed Hecate Enthroned.
La carica irruenta di “Anointed With Moonfire” si scioglie dopo poco in un midtempo sostenuto dalle tastiere ed è veramente emozionante, sostenuta anche da un suono di basso udibile e importante. L’inizio di chitarra acustica di “A Cerement Of Flames” e la successiva accelerazione riportano alla mente i migliori Dawn e in generale la Svezia death/black, mentre con “Emanation Of Chaos” i nostri si posizionano nuovamente in Norvegia con Dimmu Borgir e Gehenna.
Il suggestivo interludio di chitarra “Melancholy Wanderer” spezza positivamente il disco a metà, ma le conclusive tre tracce prima dell’outro non sono qualitativamente da meno, soprattutto “The Despiser Triumphant”.

Il viaggio degli Achathras dura poco meno di tre quarti d’ora – interludi, intro e outro compresi – minutaggio più che adeguato per la proposta dei nostri che non si basa su ritornelli o riff d’impatto ma piuttosto su una forte identità che emerge complessivamente in tutte le tracce.
C’è poco da aggiungere: come realtà nuovissima, per ora gli Achathras lasciano parlare solo la musica e lo fanno in maniera eccellente.
Per chi scrive, per ora disco del 2025 nel filone del ritrovato black metal sinfonico degli anni Novanta.

TRACKLIST

  1. The Weaving Of The Worlds
  2. Anointed With Moonfire
  3. A Cerement Of Flame
  4. Emanation Of Chaos
  5. Melancholy Wanderer
  6. The Curse Of Supremacy
  7. The Despiser Triumphant
  8. A Lamenting Presence
  9. The Uttermost Cold
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