7.0
- Band: ACHREN
- Durata: 00:18:48
- Disponibile dal: 01/11/2003
E’ tempo di tastare anche l’underground scozzese oltre a quello nostrano! La terra scozzese, così favolosa, dovrebbe ispirare parecchi giovani a intraprendere la strada del metal, da quello classico a quello estremo, perché lì le suggestioni non mancano, a partire dalla rabbia verso i loro rivali storici, proseguendo per quel senso di libertà per cui gli scozzesi hanno versato sangue e aspirazioni, per finire su quel paesaggio davvero divino che offre la loro terra. E invece? E invece niente, o quasi, perché i gruppi scozzesi si contano sulle dita di una mano, anche se questo demo degli Achren di Glasgow getta una piccola luce su quello che si muove nell’underground di queste lande. “Fury Of The Northmen” è il titolo naturale a dipingere in poche parole lo stile di questo terzetto: metal violento! Sorti dalle ceneri dei Soulgreed (un gruppo che ricordava i Sepultura di “Chaos A.D.”), gli Achren estremizzano ulteriormente la propria proposta musicale, creando un mix di rabbia, death/thrash e una punta di black metal. Niente atmosfere sognanti, nessun influsso poetico della Natura del luogo ha avuto presa su questi tre guerrieri (a vederli sembrano davvero gli Highlander che tutti immaginiamo). La registrazione è grezza ma massiccia quanto serve, e va apprezzata ancor di più perché riesce a colmare la lacuna strutturale di questa band, ovvero la mancanza di un bassista. Certo, alcuni di voi storceranno la bocca e si chiederanno con quale coraggio una band registri un demo senza uno strumento base, ma gli Achren se ne infischiano allegramente di queste speculazioni e vanno dritti al sodo, partorendo una musica talmente corposa che anche il basso può attendere… “Skinny Human Taste” presenta la band nella sua veste più rude e diretta, un brano che una volta digerito saprà coinvolgervi. La vera mazzata avviene con la veloce “Fury Of The Northmen”, un concentrato di metal estremo conciso e devastante. “Fuck it Hard” è la canzone meglio riuscita ed è quella che più di tutte si rifà al death metal; death metal scandinavo di prima forgiatura, molto simile ai primi, grandi Desultory per intenderci. Anche “Forgotten King” si muove sulla stessa scia, anche se qui le derivazioni scandinave sono meno evidenti. Piace anche la bizzarra “Purge”, pazzia compositiva ispirata dagli Impaled Nazarene meno seri che ha il pregio di avere ritmi che entrano subito nel sangue. Un prodotto grezzo ma genuino, che ci fa conoscere qualcosa del movimento Oltremanica. Rabbia scozzese!
