7.5
- Band: ACID FORCE
- Durata: 00:36:34
- Disponibile dal: 03/11/2023
- Etichetta:
- Jawbreaker Records
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E’ un’intro bordata di ‘blackened’ quella che apre i battenti del qui presente “World Targets In Megadeaths”, album numero due degli Acid Force, quartetto slovacco devoto al thrash della vecchia scuola, abbinato ad una spiccata voglia di scoccare frecce vibranti heavy metal, il tutto ricoperto da un’attitudine punk, estremamente bisognosa di velocità e furia.
Guidato dal chitarrista e cantante Andrey Petro, il gruppo di Banská Bystrica si è reso protagonista di un autentico rinnovamento: prima la fuoriuscita di Teodor Majerik, frontman originario e protagonista dietro al microfono dell’album di debutto del 2017 “Atrocity For The Lust”, quindi il Covid, sembravano aver dato il colpo di grazia alla band ancor prima di iniziare.
Ed invece la tenacia di Petro e la volontà di proseguire ha vinto su ogni ostacolo. La ricerca di nuovi spunti, condita da un’evoluzione di stile, sono state sufficienti a stuzzicare il palato della Jawbreaker Records, la quale ha deciso di puntare dritto sugli Acid Force; i nostri sono stati bravi a palesare, sin dalle prime note del nuovo album, la loro franchezza d’animo, contraddistinta dalla passione nei confronti di band quali Municipal Waste, senza ovviamente dimenticare i padri padroni, o padrini, del genere come Metallica, Megadeth, Slayer o Kreator, così da dare il giusto omaggio al fronte europeo.
Fucilate di riff, furbescamente accompagnati da una melodia di fondo, sia in sede di refrain, sia negli spazi dedicati agli assoli, donano ad ognuno degli otto brani quel singolare piglio catchy, utile per acchiappare l’interesse di più di un padiglione auricolare. Non solo, a metterci del suo, ci pensa anche l’ugola dello stesso Andrey: sporca quanto basta, va ad innalzare il tassello punk prima menzionato, con il pezzo “Praise The Atom” a suggellare queste intenzioni.
Da parte sua, l’apripista “Out Of The Thrench” ci presenta chiaramente le coordinate dei quattro thrasher: da un lato il puntuale tappeto ritmico, dall’altro l’apertura a passaggi più in linea con arrangiamenti classici, combinandosi in una soluzione che va a premiare il lavoro di Petro e compagni.
Thrash, heavy, speed e punk, agevolmente distribuiti nei vari pezzi (“Fast Friday”, “Rebirth Of The Sun” e “World Targets In Megadeaths” gli episodi più convincenti), confezionano un dischetto da mettere tra i piani più evidenti del nostro personalissimo scaffale metallico.
