7.5
- Band: ACID REIGN
- Durata: 00:46:51
- Disponibile dal: 15/05/2026
- Etichetta:
- Back On Black
Convincente ritorno sul mercato discografico per gli Acid Reign, formazione proveniente dal nord dell’Inghilterra – per la precisione, da Harrogate nel North Yorkshire – e attiva dal 1985: un gruppo di culto per tutti gli appassionati di thrash metal, trattandosi di un nome appartenente al Big Four inglese con Sabbat, Onslaught e Xentrix.
L’unico membro rimasto dall’epoca d’oro degli anni Ottanta è il cantante Howard H Smith, ma la band è nota anche per aver visto il debutto sula scena del chitarrista Gaz Jennings, che, dopo il primo demo “Moshkinstein”, si buttò sul doom, fondando niente meno che i Cathedral insieme a Leed Dorrian.
Tornando al giorno d’oggi, “Daze Of The Week” è il quarto album per H e soci, rientrati ora in studio per una nuova label (Back On Black), dopo sette anni di silenzio dalla precedente fatica. L’album contiene dieci tracce per tre quarti d’ora abbondanti di thrash metal ben suonato e orgogliosamente ancorato alla tradizione del combo in questione, che all’epoca si rifaceva più alle sonorità newyorchesi rispetto a quelle della Bay Area o della scena tedesca, da cui la scelta di etichettarsi come risposta britannica a quel thrash metal focalizzato sul crossover (S.O.D. più M.O.D.) e sulle contaminazioni hardcore (Crumbsuckers, Agnostic Front e Warzone), stile che veniva definito ‘Apple core’ ed era riconducibile soprattutto ad Anthrax, Nuclear Assault ecc.
L’impostazione non cambia di una virgola rispetto al passato: crossover/thrash arrabbiato e di impatto che ha ancora il suo perché nel 2026.
A livello di concept e testi gli Acid Reign hanno sempre miscelato temi politici e sociali con una spruzzata di black humour, il che non fa una piega per la corrente a cui appartengono.
I pezzi migliori sono quelli in cui si alza il livello adrenalinico con energici riff thrash ad alta velocità, sorretti da un muro di d-beat e intervallati da frenetiche cavalcate in doppia cassa. Rispondono a questa formula: “The Who Of You”, “Daze Of The Weak”, “Fantastic Passion”, “Sorrowsworn” e “Blind Lies”.
Godibilissimi anche i tanti passaggi cadenzati in salsa mosh, che ci catapultano direttamente nella scena crossover/thrash newyorchese di fine anni Ottanta, tra la spassosa aggressività di “Speak English Or Die” e le strutture più articolate dei Toxik di “World Circus” o gli Anthrax di “Spreading The Disease” e “Among The Living”.
Non male anche la conclusiva “Centre Of Everything”, in cui la band decide di sperimentare e giocare su un mix di contrasti e stili diversi, mantenendo sì un’ossatura thrash metal prevalente, ma aprendosi anche verso sonorità differenti, con alcuni passaggi quasi alternative/grunge in chiave Layne Staley e Alice In Chains di “The Dirt”, oltre a un brutale intermezzo a tutta velocità sulla scia dei Cryptic Slaughter.
In termini di songwriting spiccano le prove del batterista Jonathan Grimley, capace di incastrare con precisione quasi meccanica vari tipi di tempi all’interno della fittissima rete di riff e assoli del chitarrista Matt Smith, ma la punta di diamante rimane la prestazione vocale di H, autentico asso nella manica del thrash in salsa hardcore a marchio Acid Reign, tra rabbia e cori che chiaramente richiamano la scuola newyorchese ascrivibile a nomi del calibro di Joey Belladonna, John Connelly e Billy Milano.
“Daze Of The Week” è un buon lavoro, onesto pur senza picchi di eccellenza, capace di confermare ancora una volta l’importanza della scena inglese come inarrestabile laboratorio capace di proporre nomi storici e cavalli di razza in tutti i sottogeneri dell’heavy metal, anche in quelli con radici più marcatamente statunitensi, come appunto il crossover/thrash.
Gli Acid Reign si rivelano un gruppo in piena forma e che, dopo più di quarant’anni di attività, ha ancora qualcosa da dire, a partire dall’ispirata copertina dell’artista scozzese Dan The Man Goldsworthy (Xentrix, Evildead, Aborted etc.).
Per chi non li conosce, invece, può essere un’opzione da inserire nella lista dei prossimi acquisti, soprattutto se siete fan del thrash, del crossover e dei primissimi Anthrax. Sarà un po’ come tornare indietro nel tempo e trovarsi al CBGB – chiaramente con tutti i limiti del caso, visto che gli Acid Reign non hanno inventato (nè inventano) proprio nulla, bensì hanno riproposto alla lettera la lezione di altri.
