ACLLA – Landscape Revolution

Pubblicato il 23/10/2011 da
voto
6.0
  • Band: ACLLA
  • Durata: 00:52:19
  • Disponibile dal: 23/05/2011
  • Etichetta: Metalodic Records
  • Distributore:

Finalmente un disco di power metal che abbraccia un approccio un po’ diverso dal solito! Questa atipica band brasiliana si cimenta infatti con questo debutto “Landscape Revolution” in una rilettura di quanto fatto dai soliti Angra, Freedom Call e Iron Saviour in una chiave decisamente più… violenta! Sì, alla fine a stupirci di questo disco non è tanto la qualità del songwriting (che anzi è decisamente piattino e derivativo), ma piuttosto una foga esecutiva che in un gruppo power difficilmente (mai?) capita di trovare. Partendo come base dai ritmi e dalle melodie tracciate nella loro storia dalle band sopracitate, i cinque brasiliani qui presenti operano una possente e globale operazione di ripulitura del suono, spogliando le zuccherose ed ammorbidite soluzioni di suddette band delle superflue tastiere e di tutto quanto non sia rigorosamente basso, chitarra e batteria. Con un suono dunque ridotto all’osso, privo di qualsiasi tastiera addizionale o arrangiamento epico-orchestrale, gli Aclla riempiono il vuoto con una furia ed una velocità esecutiva davvero notevoli, supportando con tutto il volume e l’impatto dei loro quattro strumenti le solite melodie proprie del genere. Il risultato può essere valutato tranquillamente già solo nella prima canzone “The Totem”, speed song dai ritmi terremotanti, con brusche accelerazioni e improvvise bordate di batteria, il tutto a fare da contraltare ad un ritornello che più melodico non si può di chiara ispirazione Stratovarius e dintorni. L’effetto finale è un po’ strano, dobbiamo ammettere… L’intervento apportato dagli Aclla al classico power melodico delle band anni ‘90 è paragonabile al prendere una canzone tra le più innocue dei Freedom Call e fornirgli una base ritmica completamente nuova e ultra vitaminizzata… sembra di montare un possente motore turbo, cattivo e ringhiante, sotto la carrozzeria di una anonima auto da signora. Assurdo! Il punto è che però non riusciamo ancora bene capire quanto questo debutto rappresenti in effetti un uscita di valore per il genere. L’esaltazione provocata dalla tensione ritmica di pezzi ultrapotenti e dinamici quali “Flight of The Seventh Moon” oppure “Aclla”, rischia infatti di distrarci troppo dai contenuti dell’album, e ci nasconde furbescamente il fatto che, sotto tutto questo ben di dio metallico che ricopre quasi tutti i pezzi, di idee innovative effettivamente ce ne siano davvero poche. Rimaniamo dunque in bilico tra il lasciarci andare ad applausi sinceri per la perfetta resa sonora (la produzione favorisce basso e batteria e mette in mostra tutta la dinamicità della sezione ritmica) ed il senso di fastidio nel sentire le melodie già scritte da qualcun altro (in un paio di canzoni si sfiora il plagio con i Freedom Call) riviste in questa atipica ma scintillante veste cromata. Preferiamo trattenere il giudizio finale per un prossimo album, per ora il 6 che vedete in calce è semplicemente la media aritmetica tra l’ottima resa dei vari pezzi (sicuramente da 7) e la deprimente mancanza di personalità (un 5 netto).

TRACKLIST

  1. The Totem
  2. The Hidden Dawn
  3. Under Twilight Skies
  4. Ride
  5. Living For A Dream
  6. Aclla
  7. Overcoming
  8. Landscape Revolution
  9. Flight Of The 7th Moon
  10. Trace
  11. Beyond The Infinite Ocean
  12. Sun'n'Moon
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