6.5
- Band: ACRANIUS
- Durata: 00:34:00
- Disponibile dal: 27/01/2017
- Etichetta:
- Rising Nemesis Records
Introdotto da un artwork sobrio ed elegante, “Reign of Terror” è il classico disco in grado di inorridire, finanche spaventare, chi non è molto pratico di quella tipologia di musica estrema chiamata death metal. Un concentrato di sonorità gutturali che avanzano a mo’ di caterpillar fino a schiacciare qualsiasi tipo di ostacolo o di resistenza, tra affondi slam, vaghe velleità tecniche e parentesi da cavernicolo in odore di Six Feet Under e Torture Killer, sempre uguali a loro stesse e poco propense a concetti quali varietà e melodia. L’equivalente di un martello calato a più riprese sul cranio, quindi, impugnato da una band che negli ultimi tempi si è data un gran da fare all’interno del sottogenere e più efficace di tanti prodotti analoghi smerciati a un tanto al chilo da etichette come la Sevared o la New Standard Elite, il cui pregio principale risiede nella spinta propulsiva della sezione ritmica, attenta a non scadere in quei breakdown da encefalogramma piatto tanto cari al filone death-core e ai vari epigoni di Ingested e Devourment. Nulla che possa essere definito poderoso o necessario, intendiamoci, ma curato quel tanto che basta da strappare l’approvazione di chi, a tre minuti consecutivi di blast beat, preferisce una sana dose di cadenze pachidermiche, ‘pompato’ a dovere da una resa sonora insolitamente organica e nitida. Anche il growling, pur attestandosi su tonalità da scarico fognario, suona spontaneo e credibile, chiudendo un cerchio tenuto insieme dal riffing ignorante della sei corde, con il ‘singolo’ “Kingmaker” e le massacranti “Return to Violence” e “Built on Tradition” a lanciare il quartetto tedesco verso una meritata (e insperata) promozione. Per gli inguaribili amanti del gore e delle efferatezze.
