ACRIMONIOUS – Eleven Dragons

Pubblicato il 18/04/2017 da
voto
8.0
  • Band: ACRIMONIOUS
  • Durata: 01:06:38
  • Disponibile dal: 20/03/2017
  • Etichetta: World Terror Committee
  • Distributore:

In un’epoca di nomi storici decaduti, tour celebrativi e contaminazioni di ogni sorta, sentivamo il bisogno di un disco che ci facesse ricongiungere alla vera essenza del black metal. Un’opera dannata e potenzialmente senza tempo, in grado di scuoterci nel profondo grazie all’intensità delle sue strutture e alla vividezza del suo messaggio, inequivocabilmente attinto dalla cultura satanica. A consegnarcelo direttamente dalle tenebre dell’Inferno, dopo che il precedente “Sunyata” ne aveva già messo in mostra le potenzialità, sono loro, gli Acrimonious, formazione ateniese tra le cui fila milita il chitarrista dei Thy Darkened Shade Semjaza e pronta, con questo “Eleven Dragons”, a compiere un significativo passo avanti in termini di ispirazione e coinvolgimento, smettendo i panni di semplice promessa per assurgere a nuovo punto di riferimento della scena underground. Parole forti, certo, ma che trovano pieno riscontro nei solchi di un platter che volge lo sguardo alla Svezia di Watain e Dissection senza mai tradire le proprie origini mediterranee, sospeso tra impalcature ritmiche in continuo mutamento, affascinanti giochi di chiaroscuro da parte del guitar work e atmosfere che sanno essere sia diaboliche e viziose, alla maniera dei seminali “Storm of the Light’s Bane” e “Casus Luciferi”, sia calde e struggenti quanto un tramonto nei cieli del Peloponneso. Una tracklist monumentale, aperta dal crescendo epico di “Incineration Initiator” (dieci minuti in cui brutalità e melodia si rincorrono incalzate da un forte senso di grandeur) e chiusa dalle stratificazioni elettro-acustiche di “Thaumitan Crown”, che necessita obbligatoriamente di numerosi e ripetuti ascolti per essere assimilata in ogni suo dettaglio. I brani si muovono su coordinate ricche di sfaccettature e di cambi di umore, nelle quali la tecnica è messa al servizio di strutture fluidissime che sembrano sgorgare naturalmente dagli strumenti, non mancando mai di esprimere un’ispirazione degna di Erik Danielsson e soci e di colpire al cuore con i loro arabeschi fiammeggianti, siano essi una linea vocale particolarmente sentita o un riff intriso di pathos. Nascono così le varie “Damnation’s Bells”, sorella degenere di una “Black Salvation”, “Elder of the Nashiym”, dove la sei corde acustica di Semjaza sembra volerci riportare indietro nel tempo, tra i colonnati di templi immersi nella natura e nel silenzio, e “Litany of Moloch’s Feast”, inesorabile nel partorire melodie di rara eleganza e passionalità, all’insegna di un songwriting che, rielaborando con intelligenza spunti altrui (oltre ai suddetti colossi scandinavi citeremmo anche la vecchia scuola ellenica), emoziona e conquista come pochi altri. Un piccolo gioiello.

TRACKLIST

  1. Incineration Initiator
  2. The Northern Portal
  3. Damnation's Bells
  4. Satariel's Grail
  5. Elder of the Nashiym
  6. Kaivalya
  7. Qayin Rex Mortis
  8. Ominous Visions of Nod
  9. Stirring the Ancient Waters
  10. Litany of Moloch's Feast
  11. Thaumitan Crown
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