AD INFINITUM – Abyss

Pubblicato il 06/10/2024 da
voto
6.5
  • Band: AD INFINITUM
  • Durata: 00:41:23
  • Disponibile dal: 11/10/2024
  • Etichetta:
  • Napalm Records

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Anche il 2024, esattamente come i tre anni precedenti, ha sancito l’uscita di un nuovo album degli Ad Infinitum, questa volta intitolato “Abyss”. La band nasce nel 2018 come un progetto solista della cantante svizzera Melissa Bonny, per poi tramutarsi in un gruppo musicale più stabile qualche mese prima dell’uscita del primo album, in concomitanza con la firma del contratto discografico presentato da Napalm Records.
La proposta musicale degli Ad Infinitum è pressoché identica a quella di gruppi come Amaranthe, Beyond The Black o League Of Distortion: una sorta di goth metal caratterizzato da moltissime influenze elettroniche che si alternano ad elementi sinfonici; il tutto contornato da una sezione ritmica asciutta e ordinaria, su cui le chitarre propongono un accompagnamento finalizzato principalmente a creare volume sonoro con accordi distorti e qualche riff minimale. Il lato cantato invece – esattamente come da copione – alterna parti pulite a raschiati e growl nello stile di Alissa White-Gluz degli Arch Enemy, riproponendo l’ormai trito e ritrito duetto tra una voce femminile angelica e soave e un timbro brutale, violento e quasi orchesco.
Gli undici brani proposti nel full-length seguono perfettamente – come avrete intuito – gli stilemi classici del genere sopra citato. Si parte da intro molto energici su cui si apre un ritornello estremamente melodico, sovente seguito da un breakdown aggressivo sporcato da un cantato growl, per ricordare all’ascoltatore che, in fin dei conti, si parla pur sempre di metal.
Brani come “My Halo” oppure “Follow Me Down” sono ottimi esempi della struttura descritta e spianano la strada a tracce il cui focus è più marcatamente elettronico come “Euphoria”, che di metal ha ben poco e suona più come un mix rock/pop degli anni Novanta, in cui fa capolino un fraseggio di chitarra soffocato da un piumone di effetti che potremmo solo eufemisticamente definire ‘assolo’. La mancanza di originalità arriva fino in fondo all’album con “Dead End”, brano di chiusura che rimane impresso quantomeno per l’intro molto (forse troppo) simile all’iconica “The Beautiful People” del Reverendo Manson, e un ritornello invece ispirato a “
The Death Of Peace Of Mind” dei Bad Omens.
Alla fine dei giochi, “Abyss” arriva all’ascoltatore come un album dotato di una buona produzione, complessivamente ben composto e dignitosamente eseguito: insomma, un compito a casa fatto senza infamia e senza lode. Ascoltando l’opera sembra quasi che questo nuovo album sia stato rilasciato tanto per mettere un nuovo prodotto discografico sul mercato, senza curarsi minimamente di aggiungere un tassello o fare un passo in più rispetto alla strada già percorsa.
L’ultimo album degli Ad Infinitum può rappresentare un po’ il modo di fare arte dei nostri tempi: l’ennesima esperienza di brevissima durata destinata, dopo un paio di ascolti, a finire nell’inesorabile dimenticatoio, in quanto mancante di quell’elemento che trasforma un insieme di suoni in vera e propria Musica – la creatività.

TRACKLIST

  1. My Halo
  2. Follow me Down
  3. Outer Space
  4. Aftermath
  5. Euphoria
  6. Surrender
  7. Anthem for the Broken
  8. The one you'll hold on to
  9. Parasite
  10. Dead End
  11. My Halo (Orchestral Version)
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