ADAESTUO – Manalan Virrat

Pubblicato il 22/03/2020 da
voto
7.5
  • Band: ADAESTUO
  • Durata: 00:42:09
  • Disponibile dal: 03/03/2020
  • Etichetta: Umbra Dei
  • Distributore:

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Stando a quanto dichiarato dagli Adaestuo, “Manalan Virrat” è il frutto di un periodo di isolamento avvenuto tra la festa di Ostara e la notte di Valpurga in una non meglio specificata località del Circolo Polare Artico nel 2017. Condizioni che ci permettono di comprendere appieno la natura ‘viaggiante’, immersa in tenebre più antiche del cristianesimo, di questi nove brani, i quali vedono la band internazionale abbandonare la matrice black metal del proprio suono per abbracciare compiutamente quella sperimentale e dark ambient già accennata sull’esordio “Krew Za Krew”.
Superfluo quindi sottolineare come all’interno dell’album non troverete traccia di blast-beat o di riff in tremolo picking, e che un approccio ‘open-minded’ sarà fondamentale nel momento in cui deciderete di premere il tasto ‘play’ e cominciare a muovere i primi passi sul sentiero sciamanico tracciato con raccoglimento e fanatismo tangibili dal terzetto. Riposti in un angolo gli strumenti tradizionali, P.E. Packain (ex Horna, ex Sargeist), VJS (Nightbringer, Sargeist, Vaeok) e la sacerdotessa Hekte Zaren, come sempre responsabile di una prova vocale di rara intensità e malignità, imbastiscono una soundtrack capace di gelare il sangue nelle vene con il suo fluire esoterico e contraddittorio, alimentando una coltre d’incenso che dà sovente l’impressione di propagarsi da una dimensione ultraterrena.
Clangori ottenebranti, percussioni tribali, sussurri mescolati a grida, synth dalle frequenze così ipnotiche da indurre una sorta di trance orrorifica… pur bandendo il fragore e la tensione dell’elettricità, con questo secondo full-length gli Adaestuo si confermano maestri nella definizione di un suono estremo e disturbante, la cui promessa è fondamentalmente quella di un racconto, di un rito misterico, di un pellegrinaggio fra le ombre e gli spettri di un diverso piano della realtà, con episodi terrificanti del calibro di “The Bones Have Been Cast”, “Moss and Stone” e “Grave Monologue” a privare l’ascoltatore di ogni forma di certezza e rassicurazione. Musica che necessita di buio, cuffie e totale abbandono per essere assimilata nella maniera corretta, rivolta a chi non è mai pago di emozioni forti pronte a trasformarsi in un incubo.

TRACKLIST

  1. The Bones Have Been Cast
  2. Walpurgisnacht
  3. Gorgona
  4. Vaa'as
  5. Citadel of Submersion
  6. Moss and Stone
  7. Encircling Vultures
  8. Grave Monologue
  9. Cage à Pilori
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