7.5
- Band: ADIMIRON
- Durata: 00:58:45
- Disponibile dal: /06/2009
- Distributore: Alkemist Fanatix
Avevamo abbandonato i pugliesi Adimiron alle prese con la promozione del loro primo full-length album, “Burning Souls”, ormai nel lontano 2004; li ritroviamo oggi, a ben cinque anni di distanza, in una versione completamente diversa e, a quanto ci è dato modo di sentire, nettamente migliorata! Prima il fallimento della Karmageddon Media – label per la quale i ragazzi incidevano – poi il rivoluzionamento della line-up (il solo fondatore superstite è il chitarrista Alessandro Castelli) ed infine il trasferimento del quartier generale da Brindisi a Roma: avvenimenti che in un modo o nell’altro hanno condotto gli Adimiron dove sono ora e che hanno plasmato un’identità nuova di zecca per un combo che ci era piaciuto in passato, ma senza stupirci troppo. Stavolta invece, grazie a questa ottima autoproduzione intitolata “When Reality Wakes Up”, la formazione nostrana si ripresenta all’appello con un lavoro spettacolare, che sposta le coordinate delle influenze dei ragazzi dal versante scandinavo-europeo a quello americano: gli Adimiron suonano oggi, infatti, un techno-thrash progressivo e (non troppo) melodico chiaramente ispirato ai Nevermore e condito da un approccio stoner e groovy che sa di Pantera e soprattutto Down, grazie anche al timbro vocale Anselmo-oriented del bravo Andrea Spinelli. La produzione made in New Sin Studios è una garanzia e davvero il suono esce dal CD potentissimo e assolutamente al passo coi tempi. Il riffing di Alessandro e di Danilo Valentini pesca a piene mani dal repertorio del gruppo di Jeff Loomis, ma è sempre imprevedibile e mai fuori bersaglio: si passa da attacchi frontali iper-tecnici a soli dal gusto sopraffino, da sezioni cadenzate mai banali ad arpeggi dall’oscura atmosfera. Difficile estrapolare un brano solo da una tracklist coesa e senza cali di tensione come quella di “When Reality Wakes Up”, ma la title-track strumentale, “Forgiveness”, “Still Winter Within” e l’opener “Desperates” per noi hanno una marcia in più. Ben riuscita anche la cover di “Spitfire” dei Prodigy, completamente metallizzata. Cosa dire ancora di questo album e degli Adimiron? Semplicemente che se adorate i Nevermore o comunque gradite il thrash complesso e non particolarmente immediato, il loro ascolto è del tutto doveroso. E pensare che alcune band letteralmente penose possono pure vantare un contratto…
