7.5
- Band: ADVERSAM
- Durata: 00:40:26
- Disponibile dal: 28/03/2026
- Etichetta:
- Masked Dead Records
Quella degli Adversam è una storia che parte da lontano, da metà degli anni Novanta per la precisione, e che ha vissuto un percorso frastagliato e discograficamente certo non prolisso.
Curiosamente, la band ha infatti rilasciato un solo album per ogni decennio della sua carriera, arrivando oggi con “Daimon” solamente al quarto album in studio in oltre trenta anni di attività. Queste lunghe pause tra un lavoro ed un altro però, hanno sicuramente giovato alla qualità della musica in essi contenuta, che partendo dal clamoroso “Animadverte” (rimasto nel cuore di molti appassionati di black metal italiano come una pietra miliare di grande valore) ha sempre mantenuto un livello elevato ed un piglio fresco alla composizione, confermato nuovamente da questa ultima fatica in studio appena pubblicata.
“Daimon” infatti riesce nel compito mirabile di unire uno stile black metal assolutamente classico, quasi démodé per certi versi, ad una produzione ed una resa sonora assolutamente al passo con i tempi, figlia di una concezione dinamica e non stantìa dei vecchi canoni del black metal della seconda ondata.
Bastano poche battute di “Fall Of Illusions” per capire di essere di fronte alla stessa formula a cui la band ci aveva abituato, un black velocissimo capeggiato dai blast-beat fulminei del fondatore Summum Algor e dai tappeti di plettrato alternato delle chitarre, sorta di pavimento ritmico su cui si staglia con eleganza e senza arroganza l’apporto di Essylt alle tastiere, vero valore aggiunto della canzone e del disco in generale, dotata del non comune dono della sintesi quando si tratta di arricchire, piuttosto che soffocare, il suonato con i suoi interventi.
Su queste coordinate invero piuttosto statiche, gli Adversam riescono tuttavia a far emergere caratteristiche differenti a seconda del pezzo, come il riffing più tagliente e sinistro di “Pillars Of Decay” e “Echoes Of Pain”, o un carattere più epico e sontuoso all’altezza di “The Silent Alignment” o nella doppietta finale di “Essence Of Existence” e “The Collapse Within”, riuscendo poi a far convivere queste due anime in episodi più variegati come “Insignificance Of Evil” e “Abstract Salvation”.
Si fa apprezzare in positivo anche lo stile vocale di Katharos, impegnato in screaming vocals non eccessivamente stridule ed in linea col carattere cupo posseduto da molte delle canzoni presenti in scaletta.
In ogni caso, il ruolo poderoso della batteria la fa padrone, finendo forse per strozzare i pochi momenti di rilascio sotto il peso di una velocità forsennata fin troppo caparbia, ma in fin dei conti in linea con la storia musicale di questo gruppo.
Avremmo apprezzato alcuni spaccati atmosferici più estesi, ma possiamo tuttavia considerare il ritorno degli Adversam come l’ennesimo passo vincente della loro discografia, un tuffo stilistico nel passato affrontato con l’intelligenza e la maturità di musicisti che si approcciano al black metal con una cognizione di causa maturata nei decenni, ancora capace di emozionare chi ha amato questo genere dai primi anni Novanta fino ad oggi.
