7.5
- Band: AENAON
- Durata: 00:47:42
- Disponibile dal: 07/10/2022
- Etichetta:
- Agonia Records
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I greci Aenaon rompono sei lunghi anni di silenzio con un nuovo full-length: questo “Mnemosyne”, lo diciamo subito, risulta decisamente più a fuoco e godibile del suo immediato predecessore, un disco dal piglio un po’ schizofrenico, che spesso risultava più esercizio di stile che opera organica. La proposta di Astrous e Achilleas C. (in forze anche agli storici Varathron) è votata ad un extreme metal fortemente sperimentale, nel quale un’ossatura black metal (per la verità nemmeno sempre presente) sorregge lunghe ‘deviazioni’ verso lidi musicali anche molto distanti. Il riferimento stilistico più immediato sono senza dubbio i connazionali Hail Spirit Noir, con i quali i musicisti attici condividono l’approccio avanguardistico nella commistione tra metal estremo, strutture progressive e psichedelia. A differenza di questi ultimi, però, gli Aenaon non paiono subire allo stesso modo il fascino del cinema di genere, anche se i famigerati anni ‘70 sono comunque presenti qua e là – pensiamo alle tastiere dal piglio spiritato e all’hammond su “Cartesian Eye” e “Mantledeath”, quest’ultimo uno dei pezzi migliori dell’intero lavoro: scuro, misterioso, vive di contrasti tra nervosismo death metal ed inserti melodici.
In generale, “Mnemosyne” riesce nel non semplice compito di amalgamare i diversi elementi grazie ad una scrittura solida, che non perde mai di vista melodia e focus delle composizioni. L’aspetto prettamente ‘metal’ è l’intelaiatura fondamentale che dà il giusto significato ai pezzi, sia esso declinato in termini prettamente black, blackened death metal o anche reso più pieno e ‘rotondo’ da trame chitarristiche dal retrogusto più classico. Non ci sono cali di tono, la scrittura dei ragazzi greci è tagliente e dotata di groove nei momenti più aggressivi, ombrosa e notturna nei momenti più soft, spesso dal gusto jazzato, vedi “Pleiades”, dove assistiamo ad una calma che non è però sinonimo di tranquillità, anzi. Qualcosa di simile è assaporabile nella strumentale “Clark Nova”, sperimentale e coraggiosa nel miscelare abilmente un sound tipicamente ellenico con elementi ritmici techno-trance (questa sì degna di comparire come colonna sonora di un b-movie).
Grande punto di forza nel sound degli Aenaon è il sassofonista Orestis Zyrinis, in grado di ‘colorare’ le composizioni aggiungendo forza agli strumenti canonicamente metal nei momenti di caos controllato e dipingendo affreschi sbilenchi e stralunati quando lasciato protagonista. Ed è proprio in questa seconda veste che ritroviamo il sax alla fine di questo viaggio sonoro, che si conclude con le note suadenti di “Doppelgänger”.
Un lavoro che si riallaccia stilisticamente al valido “Extance” per una band che sembra aver ritrovato la bussola e che mette sul tavolo l’esperienza e le capacità di maneggiare la materia acquisite negli anni. Oltre tre quarti d’ora di musica che scorrono bene e riescono nell’intento di coniugare ricerca musicale, impatto sonoro e forza emotiva, cosa niente affatto scontata, oltretutto mantenendo un trademark che potremmo definire prettamente ellenico. Per questo non possiamo che dire: bentornati.
