7.5
- Band: ÆNIGMATUM
- Durata: 00:42:32
- Disponibile dal: 31/07/2026
- Etichetta:
- 20 Buck Spin
Pubblicato in formato digitale senza alcun preavviso, probabilmente per rivendicare la propria natura di opera da affrontare nella sua interezza, “Infinitude’s Passage” è un disco che rifiuta qualsiasi logica legata ai singoli anticipatori o ai brani pensati per attirare immediatamente l’attenzione. I sei capitoli che lo compongono sono tasselli di un mosaico unitario, concepito per essere assimilato dall’inizio alla fine, e soltanto attraverso un ascolto completo riescono a rivelare pienamente il loro significato. Del resto, gli Aenigmatum non sono mai stati una formazione accomodante, ma con questo terzo lavoro il gruppo di Portland compie un ulteriore passo verso una scrittura ancora più intricata. La durata rimane simile a quella del precedente “Deconsecrate”, attorno ai tre quarti d’ora, ma la riduzione delle tracce da otto a sei è già indicativa di un approccio diverso: ogni composizione si sviluppa infatti con maggiore ampiezza, accumulando idee, deviazioni e trasformazioni cercando di non perdere di vista il quadro generale. Il progressive death metal degli statunitensi diventa così ancora più denso, disseminato di continui cambi di prospettiva, fraseggi tortuosi e soluzioni armoniche che richiedono tempo prima di sedimentare.
Se in passato le influenze della scuola svedese emergevano con una certa evidenza, al punto da evocare i primi Eucharist o i Dark Tranquillity più oscuri filtrati attraverso un tipo di intensità tipicamente americana, oggi quei riferimenti rimangono un po’ più sullo sfondo. “Infinitude’s Passage” preferisce scavare in profondità, incupendo l’atmosfera e lasciando respirare le proprie intuizioni tramite canovacci più severi. Certi ricami melodici continuano ad affiorare, ma vengono inseriti in un contesto maggiormente fosco, mentre la sezione ritmica alterna accelerazioni a passaggi più pensosi e ponderati, come dimostra una composizione sfaccettata quale “Inseverable”, dove la tensione viene costruita più attraverso l’evoluzione delle dinamiche che con slanci in avanti. Brani relativamente più compatti come “Nocturne of Ageless Reverie” permettono di entrare con maggiore facilità nel linguaggio della band, offrendo un equilibrio convincente tra complessità e incisività. Altri episodi, invece, pretendono numerosi ascolti prima di rivelare il filo che tiene insieme le loro continue trasformazioni. È una musica che si contorce costantemente su sé stessa, trovando spesso nel basso uno degli elementi più affascinanti dell’intero impianto sonoro: le sue linee emergono con personalità, contribuendo a dare profondità a strutture già ricchissime di dettagli.
L’ambizione raggiunge probabilmente il suo apice nella title-track, autentico manifesto della poetica degli Aenigmatum: il brano continua a comprimersi e dilatarsi, facendo emergere progressivamente nuove connessioni tra i diversi temi fino a costruire un finale di notevole spessore, nel quale emerge anche il gustoso intervento di un sassofono. È proprio in momenti come questo che si coglie in pieno l’approccio della formazione, ormai sempre più distante dal semplice omaggio alle proprie influenze. Proprio questa ricerca incessante rappresenta però anche l’unico vero ostacolo che alcuni ascoltatori potrebbero incontrare: il continuo ribollire di idee e le frequenti punteggiature ritmiche finiscono talvolta per sacrificare quella maggiore luminosità che caratterizzava alcuni passaggi di “Deconsecrate”, lasciando affiorare il desiderio di qualche spunto più lineare e diretto. Si tratta evidentemente di una scelta pienamente consapevole, che appunto privilegia la profondità alla gratificazione istantanea.
“Infinitude’s Passage” si presenta quindi come il lavoro più ambizioso, tecnico e, almeno a tratti, dissonante mai realizzato dagli Aenigmatum, ma soprattutto quello in cui la band dimostra di voler trovare una voce più riconoscibile, cosa che si traduce in un album che non concede nulla all’ascolto distratto e che pretende dedizione, pazienza e voglia di esplorare ogni sfumatura. Chi accetterà la sfida troverà un capitolo sì impegnativo, ma anche parecchio stimolante.
