7.5
- Band: AEONS
- Durata: 00:23:00
- Disponibile dal: 21/11/2025
- Etichetta:
- LAYERED REALITY PRODUCTIONS
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Il quarto tassello nella discografia degli Aeons, gruppo proveniente dall’isola di Man, è decisamente un azzardo, perché ci troviamo di fronte all’uscita di un EP composto da una sola traccia di ventitré minuti, che altro non è che una lunga suite formata da otto momenti.
Partendo dal titolo “6EQUJ5” comprendiamo subito l’ambito spaziale relativo alla storia che sta dietro a questo progetto, la quale parte dalla domanda esistenziale: siamo soli nell’universo? E scoprire la risposta ci porterà gioia o preoccupazione?
La partenza di questo viaggio sonoro è creata da una lunga parte strumentale, figlia di molti ascolti pinkfloydiani del periodo di “Shine On You Crazy Diamond”, e anche il video a supporto di questo EP ricorda molto le immagini registrate durante gli anni della Guerra Fredda, quando i radar e le antenne non erano impegnate solamente per scrutare il nostro pianeta ma si rivolgevano verso le ricerche spaziali.
Come per gli ultimi due apprezzati lavori, “Consequences” del 2021 e “The Ghosts Of What We Knew” dell’anno scorso, la cifra stilistica del quintetto è la capacità di rievocare le caratteristiche del progressive anni Settanta-Ottanta (lunghe suite, pezzi strumentali che si intrecciano con variazioni sul tema principale) fondendolo con il metal attuale, prendendo l’epicità di riff e assoli di ispirazione Iced Earth e unendola alla potenza del cantato in triplice modalità; infatti, continua il gioco di strofe interpretate ora da Scott e Si (protagonisti anche con le loro chitarre), che spaziano dal sussurrato al pulito, e ora da Skippy, a cui sono lasciate le parti più estreme, ricordando i primi Slipknot.
I vari movimenti che compongono “6EQUJ5” sono tutti i capitoli di questa ricerca di vita aliena, dallo sconforto del non trovare nessuno là fuori, all’arrivo di un segnale radio (grande uso dei synth suonati da Si) con continui cambi di ritmo (la parte ritmica di Joe al basso e Justin alla batteria è qui sincopata e fa trasparire l’angoscia della scoperta di mondi sconosciuti), al contatto, fino al viaggio verso la fonte da cui è partito il messaggio (puro esercizio stilistico nella tradizione progressive con scale, ritmi dispari e assoli).
Da manuale anche la chiusura ad anello di questo lungo viaggio sonoro, riprendendo il tema con cui si è partiti ma modificandone il senso e lo spirito, consci della trasformazione dopo aver avuto un ‘contatto’, con tutto quello che ne comporta psicologicamente e umanamente.
Un EP con solo una traccia, come dicevamo, è un po’ un azzardo: esso risulta in parte derivativo, viste le inferenze che più volte si intrecciano con la scrittura degli Aeons, ma, in finale, il giudizio è comunque positivo perchè per ventitré minuti le nostre orecchie e la nostra mente si sono dedicate solo a “6EQUJ5”, traendone godimento.
