6.5
- Band: ÆRA
- Durata: 00:42:54
- Disponibile dal: 25/01/2019
- Etichetta:
- ATMF
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Dalle fredde terre di Scandinavia gli Æra licenziano il proprio debut per l’italiana ATMF, con un disco di black metal che volge il suo sguardo agli anni ’90 in maniera piuttosto marcata. Con influenze e intenzioni di tornare su alcuni dei passi già tracciati da nomi come Borknagar e Ulver, la band del polistrumentista Ulf Kveldulfsson, qui coadiuvato dalla voce di Stein Akslen, va imperterrita per una strada formata di oltranzismo musicale, riff glaciali e qualche capatina epica condita da sintetizzatori a braccetto con un paganesimo di fondo che non lascia mai il disco.
Il metal suonato dai Nostri è capace di farsi dare più di qualche ascolto, un black che non si sposta minimamente da quanto già scritto in precedenza dai mostri sacri del genere con un buon tiro e un afflato epico generale che lo rende un ascolto più che dignitoso, senonché va anche detto che manca quel certo plus che può rendere davvero interessante un disco del genere oggi. Le sei canzoni sono buone, hanno la capacità di risultare interessanti anche a seguito di diversi ascolti, sono abbastanza fantasiose in ambito di songwriting, sapendo convogliare in ogni singolo brano diverse sfaccettature e variazioni sul tema. Resta però il fatto che siamo di fronte ad una pur ben fatta revisione di canoni ormai consolidati, e sebbene si possa godere di un ben fatto effetto revival, e definire i sei brani di “The Craving Within” certamente buoni e interessanti (pur non trascendentali), non ci sentiamo di dare più del dovuto agli Æra, non ce ne vogliano. Durante l’ascolto continuano a venir fuori rimandi troppo marcati ad altri grandi nomi del genere, oltre ai già citati appaiono dei richiami anche troppo tributanti, tra gli altri, gente come Emperor o Dimmu Borgir e altri, e alla lunga preferiamo andare ad ascoltarci gli originali. Per completisti assoluti.
