5.0
- Band: AEVUM
- Durata: 00:55:39
- Disponibile dal: 17/03/2017
- Etichetta:
- Maple Metal Records
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Ritorno discografico per i torinesi Aevum, autori nel 2014 di un discreto debut album intitolato “Impressions”; il sound proposto dal numerosissimo combo piemontese (ben otto gli elementi che fanno parte della band) è un metal sinfonico con forti elementi gotici fortemente influenzato dal progressive. Ben tre i cantanti all’opera in questo disco, che si intitola “Dischronia”, anzi quattro, visto che la cantante Lucille Nightshade riesce a scindere le parti in cantato operistico da quelle ‘normali’ talmente bene che chi vi scrive, prima di guardare le biografia della band, pensava si trattasse di due persone differenti (anche perchè spesso, grazie alle sovraincisioni, la vocalist riesce a duettare efficacemente da sola). Il richiami più immediati che il sound degli Aevum porta alla mente sono, in primis, gli Epica più complessi, ma privati dello spirito melodico innato che Simone Simons e compagni possiedono, ed i Leaves’ Eyes, questi ultimi grazie anche all’uso di elementi folk tanto cari alla band di Alexander Krull. E fino a qui tutto bene; il problema nel nuovo album degli Aevum è il songwriting, fin troppo ricco di idee da mettere sul piatto e senza un filo conduttore principale, tanto che l’insieme diviene da subito caotico e difficilmente intelligibile, idee tra l’altro spesso accennate quasi a casaccio a frammenti durante i brani e non riprese e sviluppate a dovere. L’idea che la fase di stesura dei brani sia affidata a troppe teste è fin troppo concreta, e ci consegna, facendo un paragone culinario, un piatto che più che ricco di ingredienti suona come un mappazzone di tutto ciò che c’è in cucina senza una regia adeguata ed uno studio di base curato. Peccato, perchè nel chaos generale più momenti meritano attenzione, e l’uso del cantato in italiano spesso si rivela davvero gradevole, con una prova strumentale buona, soprattutto per quanto riguarda il cantato femminile, e prodotto a dovere. Da rivedere assolutamente il metodo di lavoro in fase di scrittura dei brani, per puntare a materiale più concreto e di senso oggettivamente compiuto.
