AFFECTOR – Harmagedon

Pubblicato il 12/06/2012 da
voto
8.0
  • Band: AFFECTOR
  • Durata: 01:15:36
  • Disponibile dal: 18/05/2012
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: EMI

Negli ultimi due o tre anni abbiamo assistito ad un incremento esponenziale dei cosidetti supergruppi progressive metal. Le nuove band di Portnoy (Adrenaline Mob e Flying Colors), i vari progetti di Neal Morse, gli OSI di Jim Matheos e Kevin Moore ed il progetto The Shadow Theory di Devon Graves, con membri di Pain Of Salvation e Threshold, sono solo esempi del sempre maggiore interesse che questi ‘supergruppi’ suscitano nella mutevole scena progressive attuale. Alla lunga lista cui appartengono i nomi citati in precedenza aggiungiamo ora quello degli Affector, dietro al cui curioso monicker si nascondono membri di Symphony X, Dream Theater ed Enchant. Formata quattro anni fa da Michel LePond (Symphony X) al basso, Ted Leonard(Enchant, Spock’s Beard) ai microfoni, Colin Leijenaar (Neal Morse) alla batteria e dal bravissimo chitarrista tedesco Daniel Fries, questa band sembrerebbe avere tutte le carte in tavola per ricadere sotto la banale descrizione di ‘supergruppo prog’, ma stavolta dobbiamo fare una importante specificazione. Infatti, se anche tutte le band succitate hanno comunque tutte rilasciato delle ottime uscite, gli Affector sono uno dei pochi casi in cui il valore del risultato è maggiore della somma delle parti che lo compongono. Potevamo infatti immaginarci che il disco sarebbe risultato curato e ben suonato, ma non ci eravamo aspettati un così alto livello compositivo ed esecutivo! “Harmagedon” è un disco davvero ottimo, un perfetto connubio di musica sinfonica e metal progressivo; un album che riesce già in pochissimi ascolti ad entrare nelle nostre orecchie, stupendo ogni volta l’ascoltatore con passaggi e invenzioni strumentali di altissima classe. Introdotto da due minuti sinfonici a cura della orchestra polacca Sinfonietta Consonus, il disco mette subito in chiaro la sua tendenza metal con la seconda parte della complessa overture: cinque minuti di metallo progressivo di chiara matrice Dream Theater, riproposta con una scioltezza e una sicurezza invidiabile. Subito sale sugli scudi lo sconosciuto chitarrista Fries, degno erede di Petrucci, che con una serie di riff e assoli da urlo si appoggia sui complicati tempi dispari intessuti dalla sezione ritmica Leijenaar/LePond. Le tastiere, suonate nell’album da nomi di primissimo ordine come Neal Morse, Jordan Ruddess e Derek Sherinian, si rivelano subito importantissime nell’economia dei vari pezzi, costruendo un’alchimia con l’onnipresente chitarra assolutamente perfetta. La scaletta continua con gli otto minuti di “Salvation” e i quattordici di “Rapture”, due impressionanti monoliti di progressive nel suo stato migliore, a cavallo tra i Dream Theater dei controversi “Six Degrees…” e “Train Of Thoughts”. Tra momenti più simili al prog rock dei Transatlantic e gli evidenti richiami agli Enchant dovuti alla inconfondibile timbrica di Ted Leonard, è tutto il prog metal degli ultimi venti anni ad essere chiamato in causa, all’interno di un lavoro che non pare conoscere momenti di stanca o punti deboli. Come era supponibile, l’opera è un concept a sfondo biblico, ma anche qui gli Affector hanno voluto fare ‘di più’, per stupirci ancora una volta: la quasi totalità dei testi non è stata scritta basandosi su linee melodiche precomposte, ma si tratta anzi di passaggi originali tratti dalla Bibbia, capitolo dell’Apocalisse. Il fatto di lavorare a livello musicale con testi avulsi dalla metrica sulla quale si appoggerà l’impianto strumentale della canzone è ulteriore esempio della bravura compositiva di questo gruppo. E’ ora inutile dilungarsi: se vi piacciono i Dream Theater del periodo centrale e seguite assiduamente il panorama progressive, è bene che cerchiate di procurarvi questo disco.

TRACKLIST

  1. Ouverture pt I
  2. Ouverture pt II
  3. Salvation
  4. The Rapture
  5. Cry Song
  6. Falling Away & Rise Of The Beast
  7. Harmagedon
  8. New Jerusalem
  9. Harmagedon (acoustic)
  10. New Jerusalem (acoustic)
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