AFFLICTION VECTOR – Contra Hominem

Pubblicato il 29/05/2025 da
voto
7.0
  • Band: AFFLICTION VECTOR
  • Durata: 00:28:33
  • Disponibile dal: 06/06/2025
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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Come un maleficio a lungo studiato, arriva finalmente tra noi il primo full-length degli Affliction Vector, progetto nostrano conosciuto ai tempi dell’EP “Death Comes Supreme”, risalente ormai a cinque anni fa, e fautore di un allucinato black/death di matrice contemporanea.
Musica germogliata dai semi infetti sparpagliati nell’underground dai vari Black Curse, Lvcifyre e Teitanblood, e che il duo composto da Ans (ex Grime, ex Ooze) e Stefano S. (Claustrum, Fuoco Fatuo) dimostra nuovamente di saper affrontare con disinvoltura, scandendo le tappe di un rituale autodistruttivo a base di veleno e sangue.
Non è un caso, insomma, che dalla piccola Argento Records i Nostri siano passati alla ben più potente Iron Bonehead Productions per la pubblicazione di queste otto tracce, né che un artista del calibro di Daniele Valeriani (Dark Funeral, Mayhem, Unanimated) sia stato coinvolto dal punto di vista grafico: al netto dell’invasamento e della pazzia che ne pervadono l’interpretazione, “Contra Hominem” è senza dubbio il frutto di una realtà sicura, che sa dove mettere le mani nelle tenebre miasmatiche del filone per estrarne qualcosa di efficace e curato, replicando per certi versi quanto fatto dai connazionali Feral Forms e calando l’ascoltatore in un’atmosfera davvero sinistra.
Si parte così da un maelstrom strumentale dove le chitarre rutilano nell’Abisso, con spunti black, death e thrash fusi a velocità sostenutissime, la batteria dà spesso l’impressione di essere percossa, più che suonata, e la melodia affiora in chiave luciferina, mentre sullo sfondo una serie di grida e voci pulite si alternano acuendo il senso di disorientamento della tracklist, il cui incedere porta effettivamente a pensare che una parte del messaggio resti nascosto, imperscrutabile come potrebbe esserlo il cuore umido di un bosco o di una caverna.
Un affresco sonoro affascinante, a patto di essere totalmente ‘dentro’ il filone in oggetto, i cui limiti vanno più che altro rintracciati in una durata esigua (anche considerando la presenza di due intermezzi) e in una personalità ancora in divenire, che giocoforza può ben poco se messa al confronto di opere eccelse come “Burning in Celestial Poison” o “From the Visceral Abyss”.
La strada tracciata, comunque sia, è quella giusta: muovendosi dalla suddetta base, e sviluppando ulteriormente le trame del proprio discorso (talvolta un po’ sbrigativo), gli Affliction Vector dimostrano qui di avere tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio all’interno del circuito europeo più perfido e venefico, per un esordio da non sottovalutare e da assaporare rigorosamente al buio, al massimo del volume.

TRACKLIST

  1. Antiuomo
  2. Lethal
  3. Cavern's Murmur
  4. Ephemeral Lifeless
  5. Abyss Rises
  6. Nero Gorgo
  7. Animalis Irae
  8. To Lucifer
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