6.0
- Band: AFTER ALL
- Durata: 00:43:44
- Disponibile dal: 21/03/2005
- Etichetta:
- Dockyard 1
- Distributore: Edel
Tornano in azione i thrasher belgi After All, band già attiva daqualche anno e che con questo “The Vermin Breed” arriva al traguardoragguardevole del quinto album. Quasi sconosciuti nel nostro paese,salvo qualche tour di spalla a nomi più grossi, in patria e in Germaniala band gode di una certa reputazione, tanto da essere stata messasotto contratto dalla neonata etichetta Dockyard 1 di proprietà di PietSielck. Il nuovo album è infatti il primo che viene rilasciato dallalabel, che punta molto sui belgi. Musicalmente parlando i nostri cipropongono un thrash metal fortemente debitore delle grandi band dellaBay Area, Testament e Metallica su tutti. Le iniziali “Forgotten”e “Maze Of Being” infatti sembrano uscite dal songwiting della band diChuck Billy e colpiscono con i loro tempi sostenuti e con partiturepiuttosto efficaci, pur nella loro semplicità. La successiva “TheInsufferable” è più oscura e cadenzata, rivelando influenze piùmoderne, dove si evidenzia la volontà del singer Piet Focroul ditentare un approccio più lirico, sulla falsariga del fenomenale WarrelDane dei Nevermore. Fin’ora è discreto anche il lavoro delle due asce,mentre la sezione ritmica detta bene i tempi, anche se a volte labatteria a elicottero di Kevin Strubbe sembra un po’ fuori posto. Iritmi si alzano di nuovo in “Unnamed Sorrow”, thrash song con tanto diassoli e sfuriate di batteria assolutamente retrò e cambi di tempo cheperò non convincono mai appieno e appesantiscono la traccia invece discatenare il mosh pit. A metà canzone il riffing per un attimo si fablackeggiante senza un motivo apparente, il che fa diventare la tracciaun po’ troppo confusionaria. “The Great Divide” è dedita fino almidollo ai four horsemen d’annata, anche nel modo di cantare diFocroul, che tenta sempre di adattare la sua voce al contesto dellacanzone. “Cascade” è una traccia atipica, lenta e malvagia, piuttostocadenzata, mentre la successiva “Deny The Dream” è una mazzata dithrash made in Testament che, con sporadiche aperture powereggianti, siconfigura come canzone migliore dell’album. Che dire, gli After All sela cavicchiano abbastanza bene, ma non sono certo dei fuoriclasse.Quello che offrono però è un thrash ascoltabile e piacevole e, se sieteamanti del genere, questi onesti artigiani almeno un ascolto lomeritano.
