5.5
- Band: AFTER ALL
- Durata: 00:38:32
- Disponibile dal: 28/08/2007
- Etichetta:
- Dockyard 1
- Distributore: Edel
Niente da fare: nemmeno con “This Violent Decline” gli After All riescono a togliersi di dosso quel fastidioso senso di incompiutezza che li fa rimanere ai margini della scena che conta. Questo ormai è il sesto full length della band belga, il secondo sotto Dockyard1 e stavolta non possono essere accampate scuse. La label di Piet Sielck fa le cose in grande, affidando il mixing ai Fredman Studios ed a Tue Madsen, che insieme ottengono un sound terremotante ed incredibilmente efficace. Il problema è, ancora una volta, il songwriting, troppo legato a stilemi thrash americano ma senza il necessario nerbo che sarebbe utile, anzi indispensabile, in progetti di questo tipo. Ad onor del vero gli After All si inseriscono in un filone che tenta di ammodernare il buon vecchio thrash ottantiano e lo fanno innestando robuste partiture power (made in U.S.) e delle linee vocali abbastanza debitrici di band innovative come i Nevermore. Il risultato finale si lascia ascoltare ma non riesce ad ottenere nulla di più. Tutto ciò per dire che i belgi, sotto una coltre di buone intenzioni, non riescono a colpire nel segno. Certo, vi sono episodi piuttosto ben riusciti, come la canonica opener “Frozen Skin” o la maggiormente melodica “Blind Euphoria 2006” o ancora la conclusiva ballata “Second Time Around”. La maggior parte delle tracce comunque vivacchia su ritmi medio alti, con un singer mai veramente in palla e delle asce che si limitano a svolgere con abnegazione il compito loro assegnato ma non vanno oltre. Al sesto lavoro possiamo forse dire definitivamente che gli After All sono destinati a rimanere chiusi in un limbo fatto di indubbia passione musicale ma accompagnato da un pressapochismo compositivo e da esecuzioni senza particolari picchi emotivi.
