7.0
- Band: AGABUS
- Durata: 00:23:12
- Disponibile dal:
Spotify:
Apple Music:
E’ proprio un demo piacevole quello realizzato dai nostrani Agabus, non c’è che dire! Giunto alla sua seconda release discografica, dopo il full omonimo di debutto, risalente al 2001, il quartetto riesce a distinguersi, in questo “Last Way Left”, grazie ad un songwriting fresco e dinamico, il quale unisce in modo molto naturale la vecchia scuola thrash americana alle nuove sonorità metal-core. Ed è proprio la strana sensazione scaturente dal connubio di “vecchio” e “nuovo” a rendere pienamente godibile il sette-tracce qui proposto. La produzione, trattandosi di un demo, non è male anche se avrebbe potuto essere curata un po’ meglio; i ragazzi se la cavano tecnicamente bene e Andrea Aromatisi si dimostra un singer dotato e capace, oltre che aggressivo e decisamente “al vetriolo”. Dopo l’introduzione “Innervention”, confuso miscuglio di voci di giornalisti stranieri (almeno così crediamo), “Last Way Left” viene aperto dalle massicce “Golpe” e “Atman Collapse”, vere e proprie scariche d’adrenalina, promulgate attraverso sezioni impazzite di tagliente thrash e passaggi più groovy e cadenzati, il tutto condito da qualche coro in classico stile old school hardcore. La title-track è un pezzo davvero strano, sorta di disturbato episodio di transizione, che proietta ascoltatore e Agabus stessi nella seguente “Responses”, un’altra unione tra thrash e metal-core che determina quanto questa doppietta di stili sia il trade-mark del gruppo. Sulla stessa falsariga, poi, seguono “Train” e “The Hive Of Damage”, con la prima cantata anche in italiano e la seconda ad ergersi a brano migliore del lotto. Demo molto divertente, quindi, che mette in mostra una band ben affiatata e, se proprio non originale, ben in grado di far muovere le terga. Assieme ai toscani Subhuman, un altro bel combo ignorante ed in-your-face da tenere d’occhio…
