AGATHODAIMON – The Seven

Pubblicato il 06/04/2022 da
voto
6.5
  • Band: AGATHODAIMON
  • Durata: 00:48:02
  • Disponibile dal: 18/03/2022
  • Etichetta:
  • Napalm Records

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Dal debutto “Blacken The Angel” (uscito nel 1998) al nuovo “The Seven” fresco di stampa, sono passati ben ventiquattro anni in cui il mondo è cambiato profondamente. Ma per i tedeschi Agathodaimon, che nel corso della loro carriera ad un certo punto si erano persino sciolti (dal 2014 al 2020), il tempo sembra essersi fermato sotto alcuni aspetti al debutto e specialmente alla titletrack di allora, la bella “Tristetea Vehementa”.
Si potrebbe persino dire in modo provocatorio che quella è ancor oggi la miglior canzone scritta dal combo di Magonza, tenendo presente che proprio quel brano già ospitava al suo interno quella natura mutevole e perennemente incompiuta che non ha mai permesso agli Agathodaimon di decidere quale strada musicale intraprendere all’interno del mondo extreme metal. Trainati ormai dall’unico superstite Sathonys (chitarrista e voce pulita del gruppo), i Nostri nemmeno con il nuovo e (negli intenti) promettente “The Seven” sono riusciti a trovare la quadratura del cerchio, ma hanno riproposto, adattando i cliché di un tempo a quelli attuali, quel solito miscuglio che spazia dal gothic metal più abbordabile, a ritmiche death metal, al thash/black tirato, tralasciando sempre di più nel corso degli anni l’elemento sinfonico. I comeblack discografici in generale raramente hanno entusiasmato, e nel caso del combo teutonico va considerato anche il lungo periodo di inattività come peso aggiuntivo, oltre ad una carriera che è sempre proseguita a singhiozzo. Eppure, per dimostrare il proprio valore, agli Agathodaimon non è mai mancato l’appoggio di una etichetta importante, basti pensare alla Nuclear Blast o alla Massacre, ed ora Napalm Records. Però nonostante una promozione sempre incisiva, le produzioni con budget più che adeguato, videoclip e quant’altro, il combo tedesco non ha mai sfondato nè convinto: certo, tra primo e ultimo album c’è un abisso nel modo in cui la band espone la propria musica, ma quella mancanza di scelta stilistica, quel vagare tra un genere e l’altro cercando di mettere assieme qualcosa di originale solo per il fatto di essere variegato, sono i vizi che il gruppo dopo così tanti anni si porta ancora appresso. Anche su “The Seven”, in apertura (primi tre brani ad esempio) potrete sentire ad esempio un riff in vago stile Destruction con una parte ammiccante cantata con la voce pulita, seguita infine da ritmiche death metal. Per carità, ci sono buoni spunti ed alcuni brani sono pure di spessore, ma raramente è l’intero brano a convincere quanto piuttosto solo alcune sue parti, perché spesso i cambi di registro stilistico mal si combinano tra loro e alla fine tolgono la quadratura al brano, indebolendolo non poco. “Ghost Of Greed” comincia bene con una parte black metal, un buon rallentamento, ma poi arriva una parte melodica èeun po’ nostalgica che trasforma l’atmosfera precedente in qualcosa di diverso e difficilmente accostabile (compreso l’assolo di chitarra in stile classic heavy).
Ciò che tiene e ha sempre tenuto in piedi questa band probabilmente è un po’ di mestiere, tanta esperienza ed il saper costruire a tavolino (anche se in maniera non avvincente) la propria musica. Di gruppi come gli Agathodaimon ne abbiamo visti tanti e tanti simili (anche per carriera musicale) sono ancora in giro, vedasi alla voce Mystic Circle: ma dobbiamo dire che tra i due gruppi tedeschi usciti ora con un nuovo album dopo una lunga assenza l’incontro viene vinto da questi ultimi, che pure campioni non sono. Release a tratti noiosa e che tra non molto cadrà probabilmente nel dimenticatoio.

TRACKLIST

  1. La Haine
  2. Ain’t Death Grand
  3. Wolf Within
  4. Ghosts Of Greed
  5. Mother Of All Gods
  6. Estrangement
  7. In My Dreams (Part 1 - Prelude)
  8. In My Dreams (Part 2 - In Bitterness)
  9. Kyrie - Gloria
  10. The Divine
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