AGENT STEEL – Order Of The Illuminati

Pubblicato il 05/06/2003 da
voto
7.5
  • Band: AGENT STEEL
  • Durata: 00:53:40
  • Disponibile dal: 09/06/2003
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Gli speed metal god sono tornati tra noi dopo ben quattro anni di attesa, sfornando un buon platter di sano e robusto power thrash. Il disco è nettamente superiore al precedente “Omega Conspiracy”, che sinceramente sfigurava davanti a due capolavori del calibro di “Skeptics Apocalypse” e “Unstoppable Force”. Il singer Bruce Hall ha una voce più versatile, ma meno acuta dell’indimenticabile John Cyriis (che a mio avviso rimane irraggiungibile) e sfodera una buona prestazione, anche se l’assenza degli storici acuti del vecchio singer mancano, eccome. L’opener “Avenger” è una song da puro e sfrenato headbanging, grazie al chirurgico lavoro dei due axemen Bernie Versailles e Juan Garcia, che macinano riff taglienti come rasoi e solos che si intersecano alla perfezione nella struttura della song, e al drumming veloce e preciso di Rigo Amezcua, facendo sì che il brano diventi un nuovo classico targato Agent Steel. La seguente “Ten Fists Of Nation” è una canzone più elaborata e lunga, dove a poderosi riff di chitarra si sovrappongono parti elettroacustiche, rendendo la song più varia e interessante. La massiccia “Earth Under Lucifer” è invece di chiara matrice priestiana (Painkiller era), aggraziata dalla convincente prestazione di Mr.Hall e dotata di un ottimo ritornello che si sovrappone ad un gran lavoro ritmico e ad infuocati assoli. La seguente “Enslaved” è più orientata su livelli speed-thrash, ricca di cambi di tempo, dotata di riff massicci e compatti che si alternano a vorticosi assoli, accompagnati alla grande dalla sezione ritmica che risulta compatta e precisa – ed è da precisare che in questa song Bruce Hall sfodera la migliore intepretazione del platter. Un ipnotico arpeggio dal vago flavour orientale ci introduce in “Insurrection”, che mano a mano acquista vigore in un crescendo di potenza e feeling, anche se potrà far storcere il naso ai puristi dello speed metal, risultando piuttosto atipica. La doppia cassa di mr. Rigo ci introduce in “Apocalypse”, song ricca di groove ma con l’unico di Hall che tenta di emulare il suo illustre predecessore (non che il risultato sia negativo, ma forse ogni singer dovrebbe tentare di avere una timbrica più personale possibile, visto che i migliori nella storia dell’heavy metal si sono distinti inventando uno stile personale). La grandiosa “Forever Black” è una granitica speed metal song che a tratti ricorda il glorioso passato della band, attualizzandolo nel sound e dimostrando che tecnicamente i componenti della band sono ormai notevolmente maturati. “Dead Eyes” è un brano violento e cattivo, anch’esso ricco di cambi di tempo, dotato di una ritmica intricata che a metà song lascia spazio a un solo di gran gusto. Se il disco continuasse su queste coordinate sarebbe un quasi capolavoro ma il bass solo “Dance Of St.Vitus”, pur essendo godibile, avrebbe potuto lasciar spazio a un’altra song completa, e lo stesso dicasi per la strumentale “Kontrol”, anch’essa godibile e ben strutturata, ma la cui eccessiva lunghezza (5’03”) porta con sé un certo tedio. “Human Bullet” è un brano più ragionato che ha il suo punto di forza nel chorus arioso, ma che perde decisamente di potenza rispetto agli altri brani del platter. Il disco rispecchia alla perfezione gli Agent Steel nel 2003 e, pur non raggiungendo i livelli stratosferici del debut album e di “Unstoppable Force”, la band mostra di essere in gran forma e di non sentire il peso dell’età che avanza!

TRACKLIST

  1. Avenger
  2. Ten Fists Of Nation
  3. Earth Under Lucifer
  4. Enslaved
  5. Insurrection
  6. Apocalypse
  7. Forever Black
  8. Dance Of St.vitus (Bass Solo)
  9. Dead Eyes
  10. Kontrol (Instrumental)
  11. Human Bullet
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