AGORAPHOBIC NOSEBLEED – Arc

Pubblicato il 15/01/2016 da
voto
7.0
  • Band: AGORAPHOBIC NOSEBLEED
  • Durata: 00:25:00
  • Disponibile dal: 22/01/2016
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Non stupisce più di tanto sentire gli Agoraphobic Nosebleed cimentarsi in formule sludge-doom, in questo primo capitolo di una serie di EP sperimentali che il gruppo ha in preparazione. Del resto, Scott Hull è sempre stato un chitarrista piuttosto eclettico: sia nei vecchi lavori degli ANb che in quelli dei cugini Pig Destroyer, le contaminazioni con altri generi – il thrash, ad esempio – sono sempre state all’ordine del giorno, anche se magari fugaci o poste in un contesto a dir poco frenetico. La frontwoman Katherine Katz, inoltre, proviene dai Salome, band che – guarda caso – quando in attività era dedita proprio a sonorità di matrice sludge e doom. Non crediamo dunque che sia il caso di parlare di una vera svolta per gli autori dei vari “Frozen Corpse Stuffed with Dope” e “Altered States of America”: il grind non è stato abbandonato; semplicemente, in questo EP gli statunitensi hanno provato a concentrarsi su un’influenza sin qui vista come secondaria, lasciando per il momento perdere tutto il resto. Su “Arc”, Hull e soci insomma fanno finta di essere gli Acid Bath, gli Eyehategod o i Sourvein, senza dunque preoccuparsi di dare al tutto chissà quale taglio distintivo. L’impressione, comunque, è che i cinque abbiano giocato bene le loro carte: sarebbe irragionevole aspettarsi un capolavoro sludge da una band che in carriera ha praticamente fatto tutt’altro, ma, al tempo stesso, non va sottovalutato l’operato di un manipolo di musicisti che, al di là di tutto, restano dei veri e propri veterani della scena metal. Nel suo piccolo, “Arc” si rivela quindi un lavoro più che decoroso: gli Agoraphobic Nosebleed qui fanno semplicemente quello che piace loro… osano, sperimentano, prendono strade per loro inesplorate e il risultato finale sono tre brani che dispongono di una struttura ben articolata e di riff caldi e sentiti. Certo, la formula non potrebbe essere più lontana da quel grind digitale che tutti conosciamo, ma, alla fine dei conti, per ben figurare, sempre e comunque, bisogna sapere scrivere buone canzoni, e in questo senso il gruppo americano qui ha dato prova di grande mestiere.

TRACKLIST

  1. Not a Daughter
  2. Deathbed
  3. Gnaw
1 commento
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