AGRIMONIA – Host Of The Winged

Pubblicato il 07/12/2010 da
voto
7.5
  • Band: AGRIMONIA
  • Durata: 01:12:07
  • Disponibile dal: 02/12/2010
  • Etichetta: Profane Existence
  • Distributore:
Per certi versi è un peccato che questo disco esca per una etichetta minuscola e che il gruppo sia fortemente legato al circuito do it yourself. Intendiamoci, le band che oggi decidono di fare tutto da sole, rifuggendo le politiche del mercato discografico odierno e il volere delle label, sono soltanto da ammirare. Si teme però che questa attitudine possa precludere ai nostri un’ampia distribuzione e un “successo” assolutamente meritato. Perchè bastano pochi ascolti di “Host Of The Winged” per capire una cosa: gli Agrimonia hanno le carte in regola per fare strada. Questo album è infatti una delle cose più interessanti che la scena metal/hardcore svedese abbia rilasciato negli ultimi tempi. Gli Agrimonia provengono da Gothenburg, ma sono lungi da suonare quel melodic death metal che un po’ tutti si aspetterebbero da una realtà musicale proveniente da questa città. I primi At The Gates sono sì una delle influenze della band, ma i nostri, il cui background va rintracciato nella scena hardcore, amano mischiare abbondantemente le carte, rendendo evidenti nel loro sound alcune influenze death metal tanto quanto uno sconfinato amore per la leggenda crust-punk Amebix, senza dimenticare una tendenza a irrobustire le strutture dei brani e far leva su un incedere monolitico che era caro ai primi Isis. Bravi? Eccome… sentite le trame cangianti e gli intrecci di una “Worms”, nella quale si va da riffoni sporchi e debordanti a lievissimi arpeggi, il tutto all’insegna di un’atmosfera molto particolare, mai completamente brusca, mai del tutto malinconica. Però è anche vero che in certi casi i ragazzi peccano di entusiasmo e voglia di strafare: molto lunghe (a volte troppo?) le composizioni, esasperate (a volte troppo?) le linee vocali della frontgirl Christina. Ma in quel marasma di giovani realtà che oggi spuntano da ogni parte non ce ne sono molte di band che brillano così per personalità e scrittura. Se matureranno ancora un pochino, ne sentiremo delle belle.

TRACKLIST

  1. Worms
  2. Cyst
  3. A Disappearing Act
  4. Unquiet
  5. The Burial Tree
  6. Departure
  7. Harvest the Discontent
  8. Serum
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