AIAZZI/MAROCCOLO – Mephisto Ballad

Pubblicato il 28/03/2021 da
voto
8.0
  • Band: AIAZZI/MAROCCOLO
  • Durata: 00:53:17
  • Disponibile dal: 26/02/2021
  • Etichetta:
  • Contempo Records

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Come un anello che congiunge se stesso alla fine di un primo giro, “Mephisto Ballad” riprende in mano le redini di un periodo – e di un certo tipo di espressionismo – che aveva appena iniziato a muovere i suoi passi al tempo del suo concepimento, e ne porta al 2021 una versione aggiornata, maturata, certamente non addomesticata. Primo album come duo per Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, colonne portanti dei Litfiba ‘anni Ottanta’, che tra collaborazioni varie nel corso di quattro decenni hanno deciso di riprendere in mano i fasti di un’epoca feconda di sonorità dark. Galeotto fu il Carnevale del 1982, quando i Litfiba si esibirono alla Mephistofesta voluta da Bruno Casini, acme di un movimento intrinsecamente gotico infarcito di post-punk macabro e dark wave; una serata, appunto, macabra, oscura, della quale non ci sono documenti video o fotografici ma racconti di bare sul palco e vibrante sperimentazione. E non per niente in “Mephisto Ballad” ritroviamo quella “E.F.S. Quarantaquattro” suonata in quella occasione e poi finita nel primo EP dei Litfiba, “Guerra”. Un brano rivisto con quarant’anni di elaborazioni, di esperimenti: sedici minuti strumentali, se si esclude l’apporto vocale di Giancarlo Cauteruccio (regista e fondatore dei Krypton, dei quali i Litifba musicarono l’Eneide) in una libera interpretazione di versi del Faust. Una lunga suite astratta, colma di sonorità più che di momenti, oscura e ipnotica, che setta le frequenze del resto dell’album, che si snoda tra divagazioni elettroniche, come in “Streben”, plumbei picchi velati d’angoscia, aperture ambient ben bilanciate tra dark e atmosfera trasognante (“Das Ende”, “Die Laster”) e che solo alla fine sembra portare un flebile assaggio di luce. Un viaggio a due pregno di suggestioni e che costruisce un percorso sonoro ben preciso e quasi cinematografico, dove l’apporto di Aiazzi diventa quasi asettico rispetto alla costruzione dei tappeti sonori a cui eravamo abituati in ambito Litfiba, eppure proprio per questo capace di svettare elegante, mentre il basso di Maroccolo sa conquistarsi i suoi spazi con parsimonia, gestendo i tempi, sapendo quando irrompere e quando ritirarsi, con un timbro tra i più riconoscibili nel suo settore. Non è un disco semplicissimo, “Mephisto Ballad”, necessita di attenzione, di tempo da dedicargli, ma una volta lasciatolo entrare resta addosso, scava nel profondo, lasciando tracce indelebili del proprio passaggio.

TRACKLIST

  1. EFS quarantaquattro
  2. Streben
  3. Det sjunde inseglet
  4. Das Ende
  5. Die Ballade von Mephisto
  6. Die Laster
  7. Mephisto Ballad
  8. Doppelgänger
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