AIRBORN – Lizard Secrets Part One: Land Of The Living

Pubblicato il 22/05/2018 da
voto
8.0
  • Band: AIRBORN
  • Durata: 00:46:33
  • Disponibile dal: 15/05/2018
  • Etichetta: Fighter Records
  • Distributore: Audioglobe

Pur non trattandosi di una band sulla bocca di chissà quanti ascoltatori, i piemontesi Airborn non sono propriamente una presenza sconosciuta a chi bazzica adeguatamente l’underground dell’heavy/power metal made in Italy. Pur avendo comunque partecipato a eventi di tutto rispetto insieme a band come gli Iron Savior, per citarne una, è un vero peccato che questa band non abbia mai ricevuto il giusto riscontro da quella parte di pubblico evidentemente troppo pigra per andare a scoprire la indiscutibile qualità dei loro album; in particolar modo l’esordio “Against The World” a suo tempo fu accolto piuttosto positivamente per via della sua energia e della evidente passione che traspariva da ogni traccia. Oggi, dopo aver sfornato altri tre lavori in studio, una compilation, un live ed aver firmato un nuovo promettente contratto con la spagnola Fighter Records, i Nostri tornano nuovamente sulle scene con la prima parte di una trilogia che ci auguriamo permetterà alla band di far parlare adeguatamente di sé all’interno dell’ambiente. I cosiddetti ‘segreti della lucertola’ iniziano con un intro, inizialmente evocativo, che accelera sempre di più fino a esplodere in vista della iniziale e potente “Who We Are”, nella quale in un certo senso i nostri quattro guerrieri si presentano con tutta la grinta necessaria; si prosegue con la cantabile “Lizard Secret” e si solleva apparentemente il piede dall’acceleratore con “We Realize”, premendolo nuovamente nella seconda metà di quest’ultima e, soprattutto, nella epica e micidiale accoppiata di “Brace For Impact” e “Wolf Child” che, a parer nostro, rappresenta uno dei punti più elevati raggiunti da questo quinto album degli Airborn. La seconda metà vede il suo incipit in due tracce cadenzate e dall’incedere non particolarmente adrenalinico, per poi scoppiare nuovamente con “Meaning of Life” e, soprattutto, con la tamarra ed emblematica “Metal Haters”, nella quale i Nostri non perdono occasione per manifestare il loro disappunto nei confronti di tutti quei metallari che sentono ogni giorno il bisogno di criticare malamente, sostenendo che il metal andrebbe approcciato in certi modi a discapito di altri, da loro ritenuti ‘da poser’; per noi, considerando la negatività che molti estimatori tendono ad avere oggi giorno nei confronti di altri ascoltatori o musicisti, una critica decisamente costruttiva e azzeccata. Dopo questa parentesi, l’album prosegue e si conclude nel migliore dei modi con “Defenders of Planet Earth” e “My Country Is the World”, il cui toccante testo andrebbe fatto leggere a tutte quelle persone, spesso in giacca e cravatta, che passano il loro tempo a nascondersi dietro falsi ideali di presunto patriottismo per generare odio e violenza verso chi, salvo casi estremi, dovrebbe essere approcciato semplicemente come un essere umano al nostro livello; dopotutto, è vero che la violenza è insita nell’animo umano e proviene da più fronti, siano essi terroristi o altre categorie di persone esaltate, ma è anche vero, come urlato anche nel brano, che in qualche modo deve esistere un’altra via per permettere al mondo di trovare un accenno di equilibrio e di pace. Dopo il finale troviamo anche, inserita come bonus track, una ri-registrazione del brano “Cosmic Rebels”, originariamente presente nel loro secondo album “D-Generation”, grazie alla quale magari chi ancora non ha esplorato adeguatamente il repertorio degli Airborn coglierà l’occasione per tornare un po’ indietro nel tempo e riscoprire i loro primi riuscitissimi lavori. Che dire di più? Questo è veramente un disco scritto col cuore, nel quale la band ha voluto riversare i propri ideali, oltre alla propria passione per quella che è (e sarà sempre) la musica più bella del mondo; essa ogni giorno continua a trasmettere un’energia e una grinta incredibili, tramite le quali è possibile raccontare una storia così come trasmettere un messaggio, ed evidentemente era proprio questa la loro intenzione. “Long live metal, fuck the haters!“.

TRACKLIST

  1. Immortal Underdogs (Intro)
  2. Who We Are
  3. Lizard Secret
  4. We Realize
  5. Brace for Impact
  6. Wolf Child
  7. Here Comes the Claw
  8. Land of the Living
  9. Meaning of Life
  10. Metal Haters
  11. Defenders of Planet Earth
  12. My Country Is the World
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