AIRGED L’AMH – The Silver Arm

Pubblicato il 01/03/2005 da
voto
7.0
  • Band: AIRGED L'AMH
  • Durata: 01:00:34
  • Disponibile dal: 30/09/2004
  • Etichetta:
  • Black Lotus Records
  • Distributore: Audioglobe

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Qualche problema di identità nazionale, scherzosamente parlando,  i qui presenti Airged L’Amh devono proprio averlo: la band è greca, di Atene per la precisione, in partenza si chiamava Ragnarok, termine di origine norrena, poi mutato (causa duplice caso di omonimia) nell’attuale monicker utilizzando la lingua gaelica…la musica, infine, richiama sonorità prettamente teutoniche. “The Silver Arm” è il debut-album dei nostri cinque ateniesi e presenta una musica che ci riporta indietro di almeno una quindicina d’anni, quando quattro tedescotti di Krefeld (chi ha detto Blind Guardian?) pubblicavano i loro primi lavori, influenzati chiaramente dai connazionali Helloween. Unite al tipico epic-power-thrash di un album quale “Battalions Of Fear” un discreto tocco folk, rammentante i primissimi, grezzi Skyclad, ed avrete ben chiaro a cosa vi troverete di fronte durante l’ascolto di questo interessante disco. Il combo ellenico non fa nulla per sembrare originale, ma questo, diciamolo pure, interessa fino ad un certo punto: la produzione potente aiuta i brani ad avere un certo appeal, anche se l’odore di mezzo-plagio si sente lontano un miglio, e le performance dei ragazzi non sono male, compresa la buona espressività del vocalist Steve Venardo. “The Silver Arm” è un concept-album, basato sulla leggendaria stirpe celtica dei Tuatha Dé Danann e sul loro re, Nuada; nella sua prima parte, l’album segue pedissequamente le coordinate dell’accoppiata Blind Guardian/Skyclad, creando composizioni veloci, impostate su riff epic-folk di chitarra e sorrette dall’ottimo drumming di George Thanasopoulos. A centro disco, però, gli Airged L’Amh calano giù gli assi, inanellando una rilevante serie di brani, se non originali almeno bellissimi: la ballata folkish “Mourning Grief” e la semi-ballad “The Arrival” hanno un accentuatissimo feeling epico-medievale e ricordano song quali “Lord Of The Rings” e “A Past And Future Secret” dei soliti Guardian, mentre la title-track e la valorosa “Balor Of The Evil Eye” sono ottime cavalcate davvero piacevoli da ascoltare. Le tracce seguenti riportano il platter su canoni più di routine, ma ci consentono comunque di apprezzare in toto l’esordio del quintetto greco, adatto soprattutto a chi ama particolarmente l’epic fatto di chitarre guizzanti e rocciose e vocals evocative. Bel lavoro!

TRACKLIST

  1. Intro / Guardian Of The Ancient Deeds
  2. Fate Of The King
  3. Dissention Seeds
  4. Warp Spasm
  5. Mourning Grief
  6. The Silver Arm
  7. Balor Of The Evil Eye
  8. The Arrival
  9. Armies Assemble
  10. Splendour Divine
  11. Painless Vengeance
  12. End Domain
  13. Homeland
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