6.5
- Band: AKERCOCKE
- Durata: 00:41:28
- Disponibile dal: 28/05/2007
- Etichetta:
- Earache
- Distributore: Self
Quinto full-length per gli Akercocke… una band che sembra continuamente puntare a stupire e a far parlare di sè ad ogni costo. Con questo “Antichrist” i nostri sono infatti già incappati in diversi moti di protesta in Gran Bretagna a causa del titolo e di sicuro si sprecheranno le discussioni anche in merito al contenuto musicale del CD, per l’ennesima volta decisamente ambizioso e stravagante. Con il precedente “Words That Go Unspoken Deeds That Go Undone” il quartetto aveva cercato di comporre una tracklist molto varia, amalgamando nelle composizioni numerosissime influenze che spaziavano dal death al black metal, sino ad arrivare al doom e al prog rock. Con “Antichrist” invece i britannici hanno messo un pochino in secondo piano le parentesi atmosferiche, spostando maggiormente il tiro su trame violente e dalla velocità molto elevata. Ancora una volta, però, non si può fare proprio a meno di notare come le strutture dei pezzi siano eccessivamente astruse e poco fluide. Se da un lato si rimane infatti spesso ben impressionati dalla qualità di certi riff, break o melodie, dall’altro risulta ancora evidente come i nostri, anzichè costruire canzoni vere e proprie, incollino l’una all’altra sezioni di varia natura senza preoccuparsi troppo di dare al tutto un filo logico. Di gruppi che alternano parti aggressive ad altre ragionate e melodiche ce ne sono in giro parecchi, ma di certo gli Akercocke sono gli unici che vogliono passare da un riff alla Deicide ad una melodia in stile My Dying Bride nel giro di un secondo e senza soluzione di continuità. Non sempre ciò accade e lungi da noi dire che durante l’ascolta non ci si diverta nemmeno un po’, tuttavia è indubbio che gli Akercocke abbiano spesso una scarsa visione di come un brano (o una suite) debba essere strutturato. Ci sono spunti pregevoli, ma anche tanta confusione in “Antichrist”… forse qualcuno tirerà in ballo l’espressione “genio e sregolatezza”, ma, per quanto ci riguarda, gli Akercocke sono solo una band che cerca sempre di mettere troppa carne al fuoco.
