AKERCOCKE – Reinassance In Extremis

Pubblicato il 29/08/2017 da
voto
8.0
  • Band: AKERCOCKE
  • Durata: 00:54:16
  • Disponibile dal: 25/08/2017
  • Etichetta: Peaceville
  • Distributore: Audioglobe

Eravamo rimasti ad “Antichrist”, quello che secondo alcuni poteva essere stato l’ultimo canto della creatura Akercocke, un disco non esente da qualche difetto al suo interno e che per molti aficionados della band inglese aveva suggellato la fine di una storia d’amore magari non perfetta ma piena di picchi che ben bilanciavano le ricadute. Dieci anni di silenzio sono tanti, e ben si sa quanto le reunion siano scommesse al buio, e il rischio di trovarci tra le mani un prodotto raffazzonato e senza un filo conduttore c’era tutto, vista anche la predisposizione del combo capitanato da Jason Mendonça ad inserire piuttosto che a togliere. Com’è dunque “Reinassance In Extremis”? Per fortuna di tutti, come i pezzi in anteprima avevano dato modo di subodorare, è una discreta bombetta. Gli inglesi hanno in effetti chiamato in causa dieci anni di scritti, composizioni, brani e appunti, li hanno spogliati e rivestiti, tirati a lucido e messi a disposizione con una grazia che permea tutto il disco e che, probabilmente, qualche volta ha saputo venir meno nel corso delle precedenti prove. Se un difetto hanno sempre avuto i britannici era infatti non quello di inserire troppo nelle loro composizioni ma di farlo in un modo scorretto (a nostro avviso, ça va sans dire), con quella specie di secondo fine volto allo stupore, alla sorpresa, al far parlare di sé. Sensazione che qui sembra assolutamente superata. I brani funzionano a meraviglia, non mancano ovviamente gli effetti sorpresa, gli arzigogoli, i cambi di registro, di genere, di tempi che bene hanno sempre contraddistinto il nero death di casa Akercocke, ma dieci anni di vita vissuta sembrano aver affinato la scrittura, limandola, lasciandola sì ridondante ma non scevra di una certa eleganza (tangibile anche nei testi e nell’artwork), di una sorta di asettica limatura, che tanto funziona nelle sfuriate blastbeat e nei momenti puramente black, così come, ancora, nelle venature prog-death che, di fatto, vanno per la maggiore in “Reinassance In Extremis”. I brani si susseguono inaspettati eppure ordinati, caotici eppure fluidi, e sebbene ci vorranno un paio di ascolti più del normale per addentrarsi con cognizione di causa nel nuovo lavoro dei londinesi, riteniamo questo ritorno tanto ben riuscito quanto gradito. Ascolto caldamente consigliato.

TRACKLIST

  1. Disappear
  2. Unbound by Sin
  3. Insentience
  4. First to Leave the Funeral
  5. Familiar Ghosts
  6. A Final Glance Back Before Departing
  7. One Chapter Closing for Another to Begin
  8. Inner Sanctum
  9. A Particularly Cold September
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