AKERCOCKE – Words That Go Unspoken Deeds That Go Undone

Pubblicato il 04/12/2005 da
voto
6.5
  • Band: AKERCOCKE
  • Durata: 00:48:03
  • Disponibile dal: /11/2005
  • Etichetta:
  • Earache
  • Distributore: Self
Streaming non ancora disponibile.

Un ascolto impegnativo, questo quarto album degli inglesi Akercocke. “Words That Go Unspoken Deeds That Go Undone” è sicuramente il lavoro più articolato, ambizioso e difficile da assimilare che il quartetto abbia mai composto, un lavoro che si rivolge a chi apprezza tutte le sfumature del metal estremo, ma soprattutto a chi ama la sperimentazione costante. Le mazzate death-black ci sono ancora, ma queste si intersecano di continuo in aperture doom, gothic o addirittura progressive rock, tutti elementi che conferiscono al disco una immensa dose di varietà ma che, al tempo stesso, disorientano non poco l’ascoltatore, il quale spesso si ritrova a domandarsi se quella che sta suonando sia la stessa band di un minuto prima. Oggi gli Akercocke, a livello musicale, sembrano un gigantesco mix di Morbid Angel, Opeth, Slayer, Emperor, My Dying Bride, Deicide e Kreator. La batteria spesso si alterna tra velocità disumane e passaggi più cadenzati o intricati, mentre le chitarre propongono una gamma di riff vastissima, che però non sempre brilla per efficacia. Infatti in alcuni casi le varie sezioni (che, prese singolarmente, risultano quasi sempre assai convincenti) danno purtroppo l’impressione di essere state letteralmente incollate l’una all’altra, con il risultato che i cambi di tempo e di registro appaiono forzati o troppo macchinosi. La voce di Jason Mendonca segue anch’essa questa procedura, e non è raro avere a che fare – nel giro di pochi secondi – prima con un cupissimo growling brutal death, poi con del cantato vero e proprio e, infine, con uno screaming black metal. Tutti questi cambi di sonorità si succedono l’uno dopo l’altro e non c’è virtualmente un attimo di sosta, se non fosse per alcune melodie molto marcate che, almeno all’inizio, rendono un poco più fluido l’ascolto. Infatti, dalla metà della tracklist in poi, questo si fa ancora più difficile, soprattutto a causa del fatto che l’ispirazione tende un po’ a diminuire e che, al contempo, i nostri iniziano ad esagerare seriamente con gli esperimenti. Nel complesso “Words That Go Unspoken Deeds That Go Undone” merita una chance perché, pur essendo un album oltremodo complicato ed eccentrico, si mantiene su discreti livelli compositivi per buona parte della sua durata; ma gli Akercocke in futuro dovranno assolutamente perfezionare e rendere più agile il loro sound.

TRACKLIST

  1. Verdelet
  2. Seduced
  3. Shelter from the Sand
  4. Eyes of the Dawn
  5. Dying in the Sun
  6. Words That Go Unspoken ( Part 1 )
  7. Intractable ( Words That Go Unspoken Part 2 )
  8. Seraphs and Silence
  9. The Penance
  10. Lex Talionis
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.