AKROTHEISM – The Law Of Seven Deaths

Pubblicato il 15/03/2019 da
voto
7.0
  • Band: AKROTHEISM
  • Durata: 00:55:59
  • Disponibile dal: 29/03/2019
  • Etichetta: Osmose Productions
  • Distributore: Audioglobe

Black metal di provenienza ateniese. Vale come marchio DOC o DOP che dir si voglia. Gli Akrotheism, al secondo album, si svelano esattamente per quello che uno potrebbe pensare che siano, leggendo da dove provengono, con chi hanno collaborato per la realizzazione del disco (missato e masterizzato in Islanda presso gli Emissary Studio di Stephen Lockhart, conosciuto per aver lavorato con Svartidaudi, Sinmara, Rebirth Of Nefast), andando infine ad avvalorare queste impressioni con un rapido sguardo all’artwork e alle foto promozionali. Stiamo quindi parlando di un black metal tentacolare, visionario, agile e camaleontico nell’esprimere una concezione della materia variopinta, in sfuggente trasformazione ed evoluzione. Uno stile avente quale arma prediletta un chitarrismo raffinato, dall’esecuzione pulita e cristallina, come insegnano quegli Acherontas che prestano il loro leader Acherontas V. Priest per contributi alla voce principale e ai cori.
Artista che quando decide di mettersi all’opera lo fa per progetti perfettamente aderenti al suo pensiero, difatti la comunione di intenti con gli Akrotheism è subitamente evidente a un ascolto superficiale e si esplica in un rosario di brani indomabili, figli di ardore e fermento spirituale. La pura brutalità si scioglie facilmente in arie conturbanti, accompagnandoci in percorsi di ascesi mistica che ben si sposano a slanci di spettacolare ferocia. Corposi retaggi classic metal si fanno volentieri intrappolare nel riffing, pietra angolare di un disco che per le sue progressioni stratificate può ricordare “Liber Lvcifer I: Khem Sedjet dei Thy Darkened Shade”, “Ma-IoN (Formulas of Reptilian Unification)” dei già citati Acherontas e un nome fuori dai confini ellenici, gli Ascension e il loro “The Dead of The World”. Nell’avvicendarsi vorticoso dei registri ritmici si rivela una moderata indole avanguardistica; il gruppo ha piacere nello sperimentare suoni e coloriture di non facile lettura, tuttavia non spinge con vigore su questo punto, a vantaggio sicuramente della fruibilità.
Detto di una conduzione delle voci teatrale e spiritata come si conviene per questo tipo di pubblicazioni e il buon gusto con cui sono introdotte sibilline dissonanze, ci tocca parlare dell’unico, vero, comunque ingombrante difetto dell’album. Vale a dire la sensazione che gli Akrotheism abbiano completato uno splendido puzzle, dove tutti gli elementi attesi vanno naturalmente al loro posto ma, in rapporto ad altre realtà affermate, latitino di genuino sentimento, non riescano a creare un pathos realmente all’altezza della situazione. Sembra, pur segnalando qualità strumentali e interpretative di ottimo livello, che la compagine greca dia una dimostrazione impeccabile di un complesso teorema, in maniera accademica, priva di un trasporto che possa far fremere i cuori. In ogni caso, per chi apprezza il black metal greco e ama le sue derive progressive, “The Law Of Seven Deaths” merita una chance.

TRACKLIST

  1. Typhonian Serpents
  2. Manifesting Tartarus
  3. Desmotropia
  4. Virtue of Satyr
  5. Oracle Mass
  6. Skeptomorphes (The Origin of I)
  7. En
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