AL ARD – Al Ard

Pubblicato il 16/07/2018 da
voto
5.5
  • Band: AL ARD
  • Durata: 00:43:28
  • Disponibile dal: 22/06/2018
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

Di nascita siciliano e ora attivo tra Torino e Pavia, il progetto Al Ard si fa carico del pesante fardello di proporre un debut album composto da un black metal fortemente venato di industrial imbastardito da fortissime connotazioni elettroniche, D’n’B e dubstep. E non stiamo parlando di semplici divagazioni, effetti o momenti, stiamo parlando di una vera e propria inglobazione di tali generi, e dunque non più sonorità, all’interno della propria proposta. Il risultato è un disco sicuramente atipico ma potenzialmente con alcune buone frecce al proprio arco.
Ci sono brani, come quelli, in successione, di apertura, che dimostrano che l’idea del combo è tutto fuorché campata in aria. Un’aria sinistra e malata aleggia su brani violentissimi che abbracciano tanto i canoni di un riffing serrato quanto le incursioni elettroniche, tanto un dark noise disperato quanto dei blast beat impietosi, e la cosa che stupisce è che il risultato, che da semplice lettura della fascetta promozionale ci aveva fatto alzare un sopracciglio, ha un suo potenziale. La morbosità di un brano come “For A Hint Of Divinity” colpisce nel segno, crea mondi inumani in cui luci troppo forti ci accecano e confondono assieme ad un senso di terrore che ci circonda.
Tutto bello, fin qui, ma non capiamo perché, a un certo punto, dalla quinta traccia in poi, gli Al Ard decidano che siccome la cosa funzionava non andava più riproposta, e parte una cosa che – di per sé – non è neanche orribile, come “Strange Old Practice I”, ma che va completamente fuori binario, capovolgendo per tutto il resto dell’album quanto finora proposto in un D’n’B venato di chitarroni, noise elettronico con atmosfera macabra e puro sfoggio dell’inaspettato.
Quello che ne esce sembra uno strano susseguirsi di remix black metal fatti da un Super Hans in overdose, divenendo, almeno a nostro parere, puro fumo negli occhi, sonorità che vorrebbero essere sperimentali ma che di fatto ribaltano quanto di bene si poteva fare e si era fatto, rompendo l’incanto piuttosto velocemente. Disco non terribile ma decisamente inconsistente.

TRACKLIST

  1. Nero
  2. For a Hint of Divinity
  3. Pillar . Past . Present
  4. Who Wants to live Forgotten
  5. Strange Old Practice I
  6. Red Bour bon
  7. Strange Old Practice II
  8. Scrutinizing A Glimpse of Chaos
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